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contributo inviato da nino55 il 30 maggio 2012

Secondo i dati recenti censis, solo in Sicilia i giovani senza lavoro e senza occupazione, hanno raggiunto una percentuale del 32% .

Sono anni che affidiamo le sorti della ripresa del livello occupazionale ad una serie di riforme del lavoro, con il risultato che vediamo aumentare sempre di più il numero dei disoccupati .

1) A differenza delle città, dove ancora  i servizi assorbono una buona parte dell'occupazione, in periferia se non si occupa un posto di dipendente statale si rimane fuori dal circuito occupazionale.

2)La profonda crisi finanziaria, colpisce direttamente il settore dell'imprenditoria, anche quella giovanile, a cui in teoria viene data possibilità all'accesso al credito, ma solo se si ha un patrimonio immobiliare alle spalle puoi permetteri di iniziare un'attività,in quanto il denaro finanziato deve avere già queste garanzie.

3)Per questo handicap iniziale rimangono fuori, migliaia di giovani che nonostante abbiano una formazione non ce la fanno economicamente a crearsi un'opportunità.

4)Ogni riforma, parte con una copertura finanziaria, ma ce ne veramente bisogno?

5)Se avessimo uno stato "NORMALE" e non "RAPACE" ai giovani si direbbe:

   Questi sono i settori dove vi posso venire incontro: Turismo, Agricoltura,Tessile,Ricerche bio-massa e sviluppo per nuove fonti energetiche, vi lascio ampio spazio di movimento nel settore dei brevetti per la costruzione di mezzi elettrici;ORGANIZZATEVI IN COOPERATIVE ed iniziate le attività, al posto dei finanziamenti, parte dei macchinari ve li fornisco e vi obbligo per i primi dieci anni a sostenere solo le spese assicurative, per il resto siete esenti.

Credo che a dei governi normali, simili proposte farebbero piacere, ma non altrettanto ai governi abituati alla voracità che ci vogliono tassare anche l'aria che respiriamo, e che soprattutto ci vogliono impegnare ad essere schiavi della finanza per i prossimi cinquant'anni.

 

 

    

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commenti a questo articolo 0
commento di pasquino50 inviato il 30 maggio 2012
Condivido la necessità di più "stato" nell'impresa privata, con funzione di controllo della finalità sociale della e per la produzione della "ricchezza reale" da redistribuire anche come sostegno al "welfar". Mi sembra ricordare che è postulato nella nostra Costituzione...
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