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contributo inviato da pdpratobicocca il 29 maggio 2012

paolo volterraniRiflessione post-elettorale a cura di Paolo Volterrani (Coordinamento del Circolo Pd PratoBicocca).

I ballottaggi si sono conclusi e penso che ognuno di noi si sia fatto un’idea precisa sul “successo” ottenuto dal Partito Democratico, sia ascoltando illustri pareri nei “media”, sia qualche voce coraggiosa dal nostro interno, che i giornali hanno riportato. Personalmente, ritengo che il “successo” del Pd sia dovuto sostanzialmente al demerito dei nostri avversari ed alla legge elettorale.
E' evidente la sfiducia dell’elettorato nei partiti. Gli Italiani sono scontenti di coloro che li hanno governati nel corso di questi anni, ma non riversano il loro voto su chi stava all’opposizione. Vanno alla ricerca di qualcosa di nuovo, anche come facce, o si astengono dal voto: al primo turno ha votato il 67% degli aventi diritto ed al secondo turno solo il 51%. I risultati di PDL, UDC, SEL e IDV e del PD in termini di voti, aprono uno scenario che coinvolge tutto il sistema politico italiano.
Detto questo, per rimanere nel concreto, l’invito che rivolgo ai nostri dirigenti da questo coordinamento di Circolo è quello di programmare e progettare da ora Il nostro futuro, concentrandosi su alcuni temi che stanno a cuore agli elettori e sui quali dovremmo procedere unitariamente, una volta che fossero definiti dai nostri organi competenti.
I temi, a mio avviso, prioritari e sui quali esprimo la mia opinione e chiedo il vostro commento sono:
1) Legge elettorale: Dopo svariati tentennamenti ora siamo per il doppio turno alla francese da utilizzare anche per l’elezione del presidente del Consiglio (il sindaco d’Italia); questo sistema andrà applicato anche alle elezioni regionali. Il PDL ha già rilanciato su questo argomento. Non dobbiamo abboccare! La nuova legge elettorale è una cosa fattibile e necessaria. Il semipresidenzialismo alla francese è cosa complessa ed a mio avviso non adatta all’Italia. Richiamo alla vostra attenzione l’articolo di Giovanni Sartori sul Corriere del 28 maggio (pdf).
2) Costi della politica: Il Partito Democratico, tranne poche voci isolate, si dispone a partorire il topolino. Dovremmo essere, invece, favorevoli all’abolizione tout-court di una camera (il Senato) e delle Provincie, alla riduzione del numero dei parlamentari, consiglieri regionali e comunali. Gli emolumenti devono essere ragionevoli e commisurati alla produttività, le spese accessorie devono essere documentate ed erogate e sottoposte al controllo della Presidenza delle assemblee. I rimborsi forfettari per viaggi, collaboratori, ecc., devono essere aboliti.
3) Finanziamento dei partiti: Gli elettori chiedono ed hanno chiesto l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Lasciamo aperto il discorso dei rimborsi elettorali, purché trasparenti e con limitazioni (tetto alle spese, distribuzione in base al risultato elettorale, rimborsi solo a chi ha ottenuto l’elezione di almeno un membro nelle istituzioni(Parlamento, Regione, Comune). Siccome i rimborsi devono essere anticipati, bisognerà organizzare un controllo severo sulle spese in quantità e qualità a valle di ogni singolo evento elettorale. Quindi occorre ricorrere anche al finanziamento privato (iscritti, simpatizzanti, membri delle assemblee eletti nelle liste dei partiti, società private), attraverso atti trasparenti in modo che gli elettori sappiano chi finanzia chi. Sappiamo che il finanziamento occulto, anche dei privati esiste già oggi e si aggiunge a quello pubblico aumentando in modo insopportabile il costo della politica. L’attività nel partito deve essere prioritariamente volontaria e quindi deve poter essere, nei limiti del possibile, in affiancamento alla normale attività di lavoro, finché non si sia chiamati a far parte delle istituzioni. In questo caso occorre lasciare per evitare il conflitto d’interessi. Il lavoro prestato nelle istituzioni è già un elemento positivo per il curriculum personale ed ognuno lo potrà utilizzare al meglio per la ripresa della sua attività lavorativa, quando il mandato sarà terminato. Il partito, però, è un’organizzazione senza fini di lucro, che per funzionare deve prevedere un certo numero di impiegati in supporto ai volontari. Questi impiegati, il cui numero sarà funzione del budget, devono essere scelti, prevalentemente, tra giovani talenti che verranno formati negli ideali del partito e costituiranno, se meritevoli, l’ossatura burocratica del partito stesso nel futuro.
4) Organizzazione del Partito: il nostro partito ha bisogno, dopo 5 anni dalla sua fondazione, di un tagliando di manutenzione straordinaria dello statuto. Occorre prima di tutto rimodellare la struttura partito in modo da renderla meno costosa e migliorare le regole di democrazia interna che già esistono, rendendole più simili a quelle che valgono nelle assemblee elettive in termini di strutture operative da affidare alla maggioranza che vince il congresso e di controllo da affidare all’opposizione. Lo statuto deve prevedere le tempistiche di permanenza nelle istituzioni ed il ricambio generazionale. Le deroghe su questo punto vanno limitate al massimo. Oggi, purtroppo sono tanti i rappresentanti del PD che sono presenti nelle istituzioni da un numero inaccettabile di anni. Le primarie devono rimanere uno strumento di democrazia interna, aperte anche ai potenziali elettori e si devono fare per la candidatura a segretario e per le candidature alle cariche istituzionali. I candidati devono far parte del partito o anche venire dalla società civile, ma non da appartenenti o fiancheggiatori di altre formazioni politiche. Vista la situazione di poca simpatia anche per il nostro partito, le primarie per le prossime elezioni, vanno fatte indipendentemente da quello che recita oggi lo statuto, che è, comunque, da cambiare.
5) Governo Monti: spieghiamo bene la nostra posizione nei confronti del governo Monti. Lo abbiamo accettato per spirito di cittadinanza e per restare in Europa, quindi continuiamo a dire che lo sosterremo fino alle prossime elezioni. Evidenziamo, però, la nostra ricetta riguardo ai problemi che abbiamo davanti: Europa, lavoro, problema giovanile e crescita. Queste cose diciamole in modo unitario ai “media”. Saranno costretti a prenderne atto ed a scrivere e parlare di noi in modo più corretto.
 

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commento di car me lo inviato il 31 maggio 2012
I 5 punti affrontati dal Circolo PD PratoBicocca sono i punti principali su cui il Partito deve e fin da subito ragionare e riflette, tali riflessioni daranno un indirizzo più chiaro al Partito e Lo renderanno "più appetibile" non solo per i militanti ma anche giocoforza per i potenziali elettori come lo posso essere io. Però a mio modesto parere in tali riflessioni manca una sesta e cioè manca il: (6° punto).
Il sesto punto mancante sono le alleanze. Quì il partito ancora si sta, almeno così pare dall'esterno, dimenandosi e non poco.
Cominciare a riflettere e fare sintesi e chiarezza sull'argomento a me pare sia vitale per le prossime elezioni politiche, anche alla luce delle passate e non perse elezioni amministrative. Ora è chiaro che nel paese la maggioranza che sta nel parlamento non esiste, chi pensava che andando verso il centro si camminava sulle bianche nuvole si è sbagliato, ma anche la foto di Vasto penso sia un po' superata quindi se lo accettate, spero di si, aggiungiamo questo 6° punto, formulatelo meglio Voi se necessario, così avremo chiuso il cerchio e trovato il modo di riflettere ancora di più.
Rimango in attesa e nella speranza della Vs attenzione, saluto tutto il Circolo e vi auguro buon lavoro.
Car me lo
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