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contributo inviato da Achille_Passoni il 24 maggio 2012


Un aggiornamento sull’iter della riforma del mercato del lavoro. Finito il lavoro in Commissione, da ieri è iniziata la discussione in Aula. Completo la precedente scheda sullo stato dell’arte dei lavori pubblicando un’ulteriore scheda integrativa, per la quale ringrazio Simona Genovese e Stefania Lanzone, due vere colonne dell’ufficio legislativo del Pd che non solo ci hanno aiutato in queste caotiche settimane con emendamenti, subemendamenti, ordini del giorno, ricerche di coperture finanziarie, ecc…ma che hanno anche scritto un testo di spiegazione del lavoro della Commissione al quale ho attinto a piene mani per preparare le schede che vi ho presentato.


Associazione in partecipazione (art. 10)
Su proposta dei relatori, si è prevista l'applicazione agli associati in partecipazione dei medesimi indicatori di "falsa autonomia" introdotti per i titolari di partita IVA. Essi si aggiungono agli indicatori di subordinazione già previsti per questi lavoratori dal testo originario (la mancata consegna del rendiconto e l'assenza di effettiva partecipazione agli utili).

E' stata, inoltre, recepita una proposta del PD finalizzata a salvaguardare l'esperienza cooperativa del settore agricolo sardo consentendo la prosecuzione, fino alla loro cessazione, dei contratti in essere che, alla data di entrata in vigore della legge, siano stati certificati.


Lavoro accessorio (art. 11)
Già nella precedente scheda scrissi che gli emendamenti a questo articolo non sono ancora stati votati, a causa dell’insorgenza nelle ultime ore di un conflitto tra Ministeri, provocato dalla forte pressione delle Organizzazioni Professionali degli Imprenditori agricoli sul Ministro dell’agricoltura, circa l’utilizzo dei voucher in questo settore, rispetto al quale le stesse considerano l’impianto della norma, così come proposto in sede di modifica dai Relatori e condiviso dal Ministero del Lavoro e dai Gruppi di maggioranza, troppo restrittivo.?Per contro, le OOSS dei lavoratori agricoli sostengono fortemente l’equilibrio raggiunto con l’emendamento dei Relatori. Fino all’ultimo, la Coldiretti ha operato per stravolgere l’impostazione dei relatori, ma alla fine grazie alla fermezza del Pd il testo non è stato modificato. Di conseguenza diciamo che in generale l’emendamento dei relatori ha modificato la disciplina del lavoro accessorio, recependo in parte le proposte del PD.

Nella versione originaria, l'articolo 11 era finalizzato a restringere il campo di operatività dell’istituto escludendo le prestazioni nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti, ma ammettendole per le sole attività agricole di carattere stagionale.
L'emendamento dei relatori ha cambiato impostazione prevedendo che, fermo restando il limite complessivo di 5.000 euro nel corso di un anno solare, nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività lavorative possano essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro.
Su proposta dei relatori si è inoltre stabilito che nel settore agricolo il ricorso alle attività lavorative occasionali sia ammesso:
a)    per le prestazioni occasionali rese, nell'ambito di attività stagionali, da pensionati e giovani con meno di 25 anni (in periodi compatibili con gli impegni scolastici o, se universitari, in qualunque periodo dell'anno);
b)     per le attività agricole svolte a favore di produttori agricoli esonerati dal versamento dell'IVA (che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7.000 euro), che non possono comunque essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
Resta confermato che i compensi percepiti dal lavoratore extra-comunitario possono essere computati ai fini del raggiungimento della soglia minima di reddito per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Infine, allo scopo di limitare un uso distorto ed elusivo di tale istituto contrattuale, si stabilisce che i voucher debbano essere "orari, numerati progressivamente e datati" e di importo definito periodicamente, con apposito decreto, tenendo conto dell'istruttoria svolta con le parti sociali.


Contribuzione per il finanziamento dell'ASpI (art. 29)
Oltre alle novità già descritte nella scheda precedente, segnalo che con l'approvazione di un emendamento del PD si è stabilito, per alcune categorie di soci lavoratori di cooperativa (quelli operanti nelle attività di facchinaggio e trasporto previste dal D.P.R. n. 602/70), un allineamento graduale alla nuova aliquota ASpI, con incrementi annui dello 0,26% per il quinquennio 2013-2017, e un contestuale allineamento graduale all'aliquota per il finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua.


Indennità una tantum per i collaboratori a progetto (art. 35)
Le novità sono quelle già indicate nella precedente scheda.


Revoca delle prestazioni previdenziali ai condannati per terrorismo e mafia (art. 37)
Si è stabilito che in caso di sentenza di condanna per i reati di associazione con finalità di terrorismo, attentato per finalità terroristiche o di eversione, sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione, associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e strage, il giudice disponga la sanzione accessoria della revoca dell’indennità di disoccupazione, dell’assegno sociale, della pensione sociale e della pensione per gli invalidi civili. Con la medesima sentenza il giudice dispone la revoca dei trattamenti previdenziali qualora questi derivino “da un rapporto di lavoro fittizio a copertura di attività illecite” connesse ai suddetti reati.

Le risorse derivanti dai provvedimenti di revoca sono assegnate al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso e agli interventi in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.


Accesso dei precari al Fondo di solidarietà per i mutui sulla prima casa (art. 54)
Su proposta del PD, è stato introdotto ex novo un articolo che modifica la disciplina del Fondo di solidarietà a garanzia dei mutui per l'acquisto della prima casa, introdotto dalla Finanziaria 2008 (legge n. 244 del 2007).
Ad oggi, l'operatività del Fondo di solidarietà risulta piuttosto limitata: nel corso dell’ultimo anno circa il 50% delle richieste di accesso sono state respinte per vizi formali.
La nuova disciplina si pone dunque l’obiettivo di incrementare l’efficienza del Fondo ed al contempo rafforzare il sostegno ai mutuatari in difficoltà attraverso una più dettagliata definizione degli eventi che possono determinare la richiesta di sospensione, che tenga anche conto dell’attuale situazione di crisi del mercato del lavoro. 
In particolare, si estende l’ambito di intervento del Fondo prevedendo l'obbligo per le banche di sospendere l’ammortamento dei mutui nei casi in cui il mutuatario debba far fronte ai seguenti eventi:
a)    perdita o cessazione del posto di lavoro qualunque sia la tipologia di contratto utilizzata, secondo una formulazione che estende la tutela a tutti i lavoratori “atipici” e precari, nonché ai lavoratori cessati per effetto di accordi per l’accompagnamento alla pensione stipulati tra datori di lavoro e rappresentanze sindacali (i cosiddetti "esodati");
b)    morte o insorgenza di gravi infortuni.


Dimissioni in bianco (art. 58)
Con emendamento dei relatori si è soppresso il rinvio ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali al fine di individuare le modalità per effettuare la convalida alla quale - si ricorda - è sospensivamente condizionata l'efficacia delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore.
E' stata inoltre recepita una proposta del PD finalizzata a consentire alla lavoratrice o al lavoratore la facoltà di revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale. Si stabilisce che la revoca possa essere comunicata anche in forma scritta e che il contratto di lavoro, se interrotto per effetto del recesso, torni ad avere corso normale dal giorno successivo alla comunicazione della revoca.


Sostegno alla genitorialità (art. 59)
Rispetto al testo originario che prevedeva l'obbligo, per il padre lavoratore dipendente, entro cinque mesi dalla nascita del figlio, di astenersi dal lavoro per un periodo di tre giorni, anche continuativi, dei quali due giorni in sostituzione della madre ed il restante giorno in aggiunta all’obbligo di astensione della madre, le modifiche introdotte dal Governo prevedono che l'obbligo di astenersi dal lavoro rimanga per un giorno, mentre per i restanti due giorni l'obbligo è sostituito dalla possibilità di astenersi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima.

In accoglimento di una proposta del PD in tal senso, il Governo ha previsto la possibilità di utilizzare i previsti voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, anche per l'accesso ai servizi per l'infanzia erogati da soggetti pubblici e privati accreditati.


Diritto al lavoro dei disabili e incentivi fiscali per i salari di secondo livello (art. 60)
Su proposta del PD è stata introdotta una norma che assimila il personale di cantiere operante nei montaggi e nell'impiantistica industriale (con inquadramento metalmeccanico) al personale di cantiere per il quale non opera l'obbligo di collocamento al lavoro dei disabili.

Inoltre, si prevede che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali debba sentire la Conferenza unificata in sede di ridefinizione dei procedimenti relativi agli esoneri dall'obbligo di collocamento dei disabili e dei criteri per la loro concessione.

Infine, su proposta del Governo è stata introdotta ex novo una norma che modifica la disciplina del Fondo per lo sgravio sulla retribuzione di secondo livello di cui alla legge n. 247 del 2007 (c.d. Protocollo welfare). Diventa "strutturale" e non più " sperimentale" la concessione, a domanda da parte delle imprese - nei limiti delle risorse del Fondo (650 milioni di euro) - dello sgravio contributivo relativo alla quota di retribuzione imponibile.


Responsabilità solidale negli appalti (art. 62)
È stata modificata la norma sulla responsabilità solidale negli appalti:
a)    si precisa che la normativa sulla responsabilità solidale negli appalti si applica "salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti";
b)    è soppressa la possibilità per il committente chiamato in giudizio di indicare i beni del patrimonio dell'appaltatore sui quali il lavoratore possa soddisfarsi, qualora l'appaltatore non sia convenuto in giudizio, con ciò rafforzando il principio di responsabilità solidale.


Regolazione dei contratti di lavoro nelle imprese ferroviarie (art. 63)
Su proposta del PD è stata introdotta una modifica alla disciplina che regola i trattamenti di lavoro di lavoro nelle imprese ferroviarie.
Modificando una norma già introdotta dal Governo Berlusconi che faceva riferimento - per la regolazione dei trattamenti di lavoro del personale - alla contrattazione collettiva svolta dalle organizzazioni più rappresentative a livello nazionale, si specifica che debba trattarsi della contrattazione collettiva "nazionale" o, in via delegata, della contrattazione a livelli decentrati.


Servizi per l'impiego. Offerta di lavoro congrua (art. 67)
Con un emendamento del Governo è stata modificata la disciplina in materia di decadenza dei lavoratori dall'indennità di mobilità o di indennità o di sussidi qualora non accettino un’offerta di lavoro con inquadramento in un livello retributivo superiore almeno del 20 per cento rispetto all'importo lordo dell'indennità cui hanno diritto (nella versione precedente si faceva riferimento ad un livello retributivo non inferiore del 20 per cento).


Disposizioni in materia di incontro fra domanda e offerta di lavoro (ex art. 63)
In recepimento di una proposta del PD è stata soppressa la disposizione che inseriva l'INPS nel novero dei soggetti autorizzati allo svolgimento dell'attività di intermediazione in materia di lavoro, con esclusivo riferimento ai lavoratori che beneficino di prestazioni per le quali sia richiesto lo stato di disoccupazione.


Delega per la riforma dei servizi per l'impiego (art. 69)
Nell'ambito della disciplina che estende, per ulteriori sei mesi, la delega al Governo per la riforma dei servizi per l'impiego, si è previsto che l'esercizio della stessa avvenga mediante intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni.


Apprendimento permanente (artt. 70-72)
È stato accolto nella forma già descritta nella scheda precedente.


Informazione e consultazione dei lavoratori (art. 73)
Su proposta dei relatori è stata inserita ex novo nel provvedimento una delega al Governo in materia di informazione e consultazione dei lavoratori e di definizione di misure per la democrazia economica (già oggetto di un Testo unificato all'esame della Commissione Lavoro del Senato).
Tra i principi e criteri direttivi si segnalano:
­    l'individuazione degli obblighi di informazione;
­    il controllo sull'andamento e la gestione aziendale;
­    la previsione della partecipazione dei dipendenti agli utili o al capitale dell'impresa;
­    la previsione che i lavoratori siano rappresentati nel Consiglio di sorveglianza, nelle imprese che adottano il modello duale di governance e che occupano più di 300 dipendenti;
­    l'accesso privilegiato dei lavoratori al possesso di azioni.


Sistema nazionale di certificazione delle competenze (art. 74)
Con riferimento al sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze, si specifica che la certificazione conduce al rilascio di un certificato, un diploma o un titolo che documenta formalmente l'accertamento e la convalida effettuati da un ente pubblico o da un soggetto accreditato e/o autorizzato e che tutti gli standard delle qualificazioni e competenze certificabili ai sensi del sistema pubblico di certificazione sono raccolti in repertori codificati a livello nazionale o regionale, pubblicamente riconosciuti e accessibili in un repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali.


Nota finale
Si segnala inoltre che, nell'ambito di ciascuna disposizione contenente un rinvio alla contrattazione collettiva, si è accolta la proposta del PD di riferirla a quella stipulata in via diretta a livello interconfederale dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentative sul piano nazionale, ovvero, su loro delega, ai livelli decentrati. In questo modo, si recupera pienamente il contenuto dell’accordo del 28 giugno dell’anno scorso sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali e Confindustria, cancellando precedenti definizioni normative sulle quali il Pd aveva espresso totale contrarietà. Su questo punto importantissimo avrò modo di tornare nei prossimi giorni.


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4 marzo 2010
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