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contributo inviato da Achille_Passoni il 24 maggio 2012


A 64 anni dal suo assassinio, si sono tenuti oggi a Corleone i funerali di Stato per Placido Rizzotto, sindacalista della Cgil che nella Sicilia del dopoguerra fu sequestrato e barbaramente ucciso dalla mafia, per la sua attività e il suo coraggio nel difendere i diritti dei contadini e dei braccianti. È un’occasione importante per ricordare i tanti sindacalisti uccisi dal crimine organizzato, e per non dimenticare un partigiano che si mise dalla parte dei più deboli, sfidando la mafia e promuovendo una cooperativa agricola per dare le terre incolte ai contadini.

I resti di Rizzotto, dopo l’omicidio, furono ritrovati l’anno successivo da un giovane comandante dei carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ma è soltanto due mesi fa che la comparazione del Dna con quello del padre di Rizzotto ha potuto confermare con certezza che i resti erano proprio di Placido. E così oggi, dopo tanto, troppo tempo, il riconoscimento dei funerali di Stato, alla presenza del presidente Napolitano, ricorda la storia di un sindacalista coraggioso. Una storia che vale la pena ricordare e tramandare, la storia di un uomo che merita il tributo dello Stato italiano per la sua lotta per la legalità e per i diritti dei più deboli.
TAG:  PLACIDO RIZZOTTO  MAFIA  CGIL  LAVORO  SINDACATO  SICILIA 

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