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contributo inviato da CARMEN2009 il 22 maggio 2012
La Grecia, spina nel fianco europea, culla della dialettica e speculazione, patria della politica. La Germania, padrona d'Europa, macchina perfetta di efficacia, pochi sprechi e poca fantasia. Culla del romanticismo, patria del materialismo. In mezzo l'Europa ed il suo futuro.
L'Europa sopravviverà allo tsunami elettorale di Francia e Grecia o sarà destinata a fallire. Perchè non può non essere una sconfitta l'uscita della Grecia dall'euro. O si fa l'Europa o ne usciremo a pezzi.
Non concordo con quanti considerano l'Europa un club di Paesi che possono entrare ed uscire a piacimento in base ai loro conti ed alla capacità di creare ricchezza. Un club resta e resterà sempre un club con una visione ristretta e minuscola del suo essere che solamente per il nome che si porta dietro "Europa" deve necessariamente affaciarsi su un contesto globale. Che senso avrebbe avuto introdurre la moneta unica, l'euro, se poi non abbiamo quelle capacità di crescere ed esportare nuovi modelli di business.
Indubbiamente il processo di integrazione è lungo, ma è quello che al momento si richiede. Per uscire da questa impasse bisogna creare quell'identità europea che al momento sembra cosi lontana e che le scelte fatte fin'ora hanno maggiormente discostato con spinte nazionalistiche repentine. Non parliamo di exit strategy, non ricattiamo blaterando di non voler dare più gli aiuti europei ai Paesi negligenti. Sono solo urla populiste che non servono a risolvere l'attuale situazione ma solo a peggiorarle. L'Europa abbia il coraggio di aiutare il Sud ma nel contempo avere un maggiore controllo a livello centrale. E' tempo che le singole nazioni perdano parte della loro sovranità in favore di una maggiore europeizzazione. Questa è l'unica via d'uscita che l'Europa ha per sopravvivere e che sicuramente sarà apprezzata dai cittadini europei.
Piantiamo il seme di quella che sarà l'Identità Europea.

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