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contributo inviato da verduccifrancesco il 18 maggio 2012
 Il Fatto Quotidiano
Possiamo anche essere assuefatti agli sprechi, ai trota che percepiscono paghette da migliaia di euro mensili, agli intrallazzi dei partiti ecc. in fondo, diciamo o pensiamo, prima o dopo tutto viene a galla, il che è vero - ma solo in parte.
Quello che non può venire a galla, per il semplice motivo che è già a galla, nel senso che viene fatto alla luce del sole, ci lascia però l’amaro in bocca ( e tanta rabbia) proprio per la sua visibilità immediata.
Sembra che i politici d’ogni specie, ci tengano a farci notare la differenza sociale, a mettere in mostra la loro ricchezza in spregio al fatto che deriva da noi sia perché noi li eleggiamo sia perché noi li manteniamo.

L’esuberanza del loro agire supera alla grande ogni decenza civile al pari dei monarchi che, un tempo, non si preoccupavano minimamente di coloro che producevano la loro ricchezza e che trattavano come inferiori.
La tracotanza di certi comportamenti è la riprova della loro presunzione d’essere una specie chiamata a dominare. Una specie eletta non più dal popolo ma da qualche divinità, anche se ancora da inventare.

Il caso in questione riguarda la boss del Lazio, Renata S-Polverini che per festeggiare il suo compleanno ha organizzato un party in uno dei più rinomati ristoranti di Roma con 300 invitati tra politici nazionali e locali e personaggio d’ogni tipo. Invitati arrivati anche con le auto blu dello stato (politici) e con un look rigorosamente in linea con i desideri della boss.

C’è da chiedersi da dove vengano i soldi spesi. Ma questo, pur essendo un aspetto importante, non lo è di fronte all’immoralità dell’evento.
TAG:  POLITICA  POLVERINI  LAZIO  REGIONE 

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