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contributo inviato da Claudia Castaldini il 13 maggio 2012

Legambiente organizza a Bologna la Scuola di Urbanistica e Difesa del Territorio, destinata ad amministratori comunali, studenti e semplici cittadini.
Scopo della Scuola è insegnare a comprendere i Piani comunali e partecipare così alle scelte riguardanti il futuro della città.
Uno dei temi centrali dell'attività politica e di governo del territorio è l'uso che si fa del suolo, ad oggi esposto ad un consumo elevatissimo per edificare o per costruire strade, mentre il partimonio di verde o attività essenziali come l'agricoltura vengono progressivamente emarginate. La presenza di aree verdi in città contribuisce ad abbassare le temperature nei mesi più caldi, riducendo il consumo di energia destinata alla climatizzazione degli ambienti, mentre l'agricoltura nella aree limitrofe o, dove possibile, in città, consente di promuovere la vendita di prodotti a "Km zero", più freschi e fonte di guadagno diretto per i coltivatori.
Il problema del consumo di suolo persiste da anni e non riguarda soltanto le grandi città, ma anche i piccoli paesi,  ed in particolare tutta l'area della Pianura Padana, dove non si può non notare una dispersione urbanistica impressionante, fatta di capannoni, outlet, fabbriche, impianti, villette, e strade per raggiungerli. Questo aspetto della gestione del territorio riguarda da vicino anche le proposte e, successivamente, le attività, dei candidati alla carica di Sindaco ai prossimi ballottaggi.
Obiettivo del corso di Legambiente è rendere i cittadini sempre più consapevoli e partecipi della tutela del territorio.
Le lezioni della Scuola saranno tenute da tecnici ed esperti di primo piano, in un percorso che va dal ragionamento sul suolo come bene comune da gestire con la massima partecipazione della comunità, passando per la spiegazione di cosa siano gli strumenti urbanistici e come si leggano, cercando di orientare i partecipanti tra le numerose sigle (PSC, PRG, RUE, PTCP), e dando strumenti per poter intervenire durante le scelte di pianificazione.
La Scuola si concluderà con un dibattito aperto con l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna Patrizia Gabellini, sulle previsioni del piano attuale e sulle strategie dell’amministrazione per il futuro.
Il corso si terrà presso la sede di Legambiente a Porta Galliera a Bologna. 

Per informazioni ed iscrizioni:
http://www.legambiente.emiliaromagna.it/2012/04/30/legambiente-organizza-un-corso-per-difendere-il-territorio/
 

TAG:  BOLOGNA  LEGAMBIENTE  AGRICOLTURA  URBANISTICA  URBANIZZAZIONE  AREE VERDI  PIANIFICAZIONE  CONSUMO DI SUOLO  DISPERSIONE URBANISTICA 

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commento di magnagrecia inviato il 14 maggio 2012
Tema importantissimo in Italia. E’ soprattutto un problema di normativa urbanistica, che deve in primo luogo rendere pubblica - a beneficio di tutti - la rendita fondiaria, separando il diritto di proprietà del suolo dalla facoltà di costruzione (cfr. questa bella analisi, dove però manca il tema fondamentale degli alloggi pubblici Paolo Berdini “Città e territori come beni comuni. Nove proposte per salvare il Belpaese” ).

LETTERA DI PDNETWORK ALLA SEGRETERIA NAZIONALE ED AI GRUPPI PARLAMENTARI PD
[Nota 10] Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare.
GESTIONE DEL TERRITORIO
Negli ultimi decenni, tra la destra e la sinistra, non è emersa, in particolare a livello locale, una marcata differenza nel modo di governare il territorio italiano, elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo (*) e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.
(*) Esprimiamo un interesse ed un auspicio particolari, ai fini della lotta al degrado e per lo sviluppo integrato e globale del territorio, rispetto a:
1) la rimappatura (in parte già esistente) del degrado storico, artistico e ambientale nazionale, attraverso un piano particolareggiato globale; 2) interventi finanziari finalizzati a recuperare tali beni ed a valorizzare le competenze specialistiche di tutto il settore (bene inestimabile del nostro Paese);


(continua/1)
commento di magnagrecia inviato il 14 maggio 2012
(segue/2)

3) il rilancio del settore turistico attraverso incentivi, anche economici, alla valorizzazione ed allo sviluppo di tutto il settore.
Milioni di attuali e potenziali turisti (dell'Est europeo, di cinesi, indiani, etc.) già oggi, ma soprattutto nel futuro, vorranno conoscere quello che oggi purtroppo stiamo distruggendo piegandoci ad un ottuso pensiero economicistico, con il quale si pensa (Tremonti, Bondi) che col territorio, la sua storia, le sue bellezze, la cultura non si mangia. Noi siamo del parere opposto. Il settore potrà fare da traino al resto dell'economia se sviluppato con criteri che interagiscono più strettamente con lo sviluppo e l’interesse nazionale.
Se vogliamo cambiare, dobbiamo mettere una pietra sopra a quanto si è fatto finora e cominciare dalle basi solide che già esistono; se continueremo a distruggere queste basi, non molta speranza resterà per la rinascita del nostro Paese.


(continua/2)
commento di magnagrecia inviato il 14 maggio 2012
(segue/3)

Occorre, come PD, agire su tre direttrici:
1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti il governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;
2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita http://www.alisei.org/italia/italia.html );
3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (V. http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf ).
2 - PIANO CORPOSO DI EDILIZIA PUBBLICA
Quello della casa è uno dei problemi più grossi, che dovrebbe costituire un obiettivo prioritario del Partito Democratico.
Nel famoso programma di quasi 300 pagine, che fu elaborato dal Cantiere dell'Unione, il problema casa vi fu inserito per forte sollecitazione della base (La casa: un diritto di tutti, pagg. 178-180).
Il governo Berlusconi, non appena insediato, ha varato il “Piano casa”, che si è rivelato un bluff, perché è tale solo nel nome, essendo un piano di aumento delle... volumetrie; in più ha tagliato, per il 2009, 550 milioni già stanziati allo scopo dal governo Prodi nel 2007.

(continua/3)
commento di magnagrecia inviato il 14 maggio 2012
(segue/4)

Occorre riprendere quelle proposte. In particolare: a) investire molto di più in edilizia pubblica; b) utilizzare la leva fiscale per scoraggiare il nero; c) ridurre il carico fiscale sugli affitti; d) disincentivare il numero di case tenute sfitte.
In Italia, ci sono circa 955.000 alloggi popolari, ma dalla fine degli anni '80, anche se i lavoratori pagavano per l'edilizia pubblica i contributi GESCAL (fino al 1994), se ne costruiscono pochissimi: in media 2.000 all'anno, contro 10 o 15 o 20 volte tanto in altri Paesi europei, come la Francia, la Germania o i Paesi scandinavi.
Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.
La proprietà della casa, a ben vedere, o un affitto agevolato (affitto sociale) sono spesso per milioni di persone percettrici di redditi bassi (salari o pensioni) ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un'esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà.

(continua/4)
commento di magnagrecia inviato il 14 maggio 2012
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Principi ispiratori raccomandati: noi non crediamo al contributo determinante o prevalente dei privati alla soluzione del problema casa; occorre un piano pubblico, basato sia su nuove costruzioni, sia sulla rottamazione di quelle vecchie, per salvaguardare il più possibile prezioso suolo agricolo, ma secondo un criterio di qualità, affidandone la progettazione – di complessi-tipo replicabili, con caratteristiche di risparmio energetico ed eventualmente l’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici - a un architetto del livello di Renzo Piano o un altro grande architetto specialista del ramo.
Se capita di partecipare ad una visita guidata organizzata da qualche Facoltà di Architettura, anche al Sud, di diversi e variegati complessi di case popolari, si ricava facilmente che il risultato, anche in termini di durata, ma non solo, è determinato dai criteri urbanistici ed architettonici ispiratori e da progetti esecutivi basati sulla qualità.

Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari PD

P.S.:
L’idea e parte dei commenti di questa interessantissima trasmissione (vi si parla di edilizia residenziale pubblica, passata e futura) sembrano copiati dalla Lettera di PDnetwork (vedi sopra): ne suggerisco la visione integrale.

TELECAMERE 15/01/12
Durata: 00:50:25
Anna La Rosa e i suoi ospiti parlano dei problemi legati alla casa

(fine/5)
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ISCRITTO A PDNETWORK DAL
28 luglio 2010
attivita' nel PDnetwork