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contributo inviato da verduccifrancesco il 12 maggio 2012
Mi ami amore? mi chiede
si amore, ti amo
perché?
perché cosa?
perché mi ami, stupido!
- pizzicotto sul braccio -
bah, non saprei
come non saprei!
- altro pizzicotto -
beh, ti amo e basta!
mah, dice lei languida, se mi ami ci sarà un motivo, almeno credo
- un piccolo puffo sulla guancia -
beh, veramente ti amo perché quando non ci sei mi manchi
oh, veramente!? non l’avrei mai pensato
- un bacio sulla guancia -
come non l’avresti mai pensato?! chiedo
beh, sai, da tanto che viviamo insieme che avrei giurato che lo stare insieme era un’abitudine e, si sa, con l’abitudine non ci si accorge delle persone e cose che ci circondano
vuoi dire che dovrei vederti come un sopra mobile?
- un leggero diretto sul fianco , quasi una carezza -
hai, fingo di lamentarmi
ma va stupido, voglio dire che col tempo si diventa abitudinari e, sai, ci si rammollisce un po’.
ah! è questo che pensi, che mi sia rammollito
nooooooooooo, è quasi un ringhio seguito da un morsetto al naso
ma l’hai detto tu che mi sono rammollito, dico lamentandomi
questa volta il colpo arriva al basso ventre e abbastanza forte
cosa fai, sei impazzita? dico gentile
la devi smettere di prendermi in giro, risponde sorridendo
e chi ti prende in giro? dimmelo che lo aggiusto io
vedi? l’hai fatto ancora
cos’ho fatto ancora?
m’ai preso in giro e continui a farlo
a questo punto incomincia a pizzicarmi sulla pancia
scatto come una molla per evitarlo, ma lei mi blocca le gambe con le sue
non posso più muovermi e, allora, incomincio a ridere per il solletico
lei insiste perché sa che mi da un fastidio da matti sia il solletico che ridere
mi contorco nel tentativo di limitare il fastidio
lei insiste
cedo, la imploro di smettere
insiste
imploro di nuovo e giuro che non la prenderò più in giro
sorride trionfante e lascia la presa
sei una torturatrice, dico
così impari, dice con gentilezza
eh, già, dico, altro che gentil sesso
perché, hai qualcosa contro il gentil sesso?  
io! ma figuriamoci, se non ci fosse, bisognerebbe invenarlo
ah! l’hai capito finalmente
Eh si, però sarebbe opportuno che lo vendessero al supermercato
un attimo di esitazione, sguardo finto truce
poi piomba su di me come una bomba
- pizzicotti e pugnetti un po’ ovunque-
spero che si dimentichi della pancia, penso
macché, ricomincia con la tortura e va avanti per un bel po’
rido a crepapelle incapace di trattenermi, mi duole perfino lo stomaco
ma questa volta non imploro, so che lo fa non per quello che ho detto che sa essere una battuta ma per la promessa non mantenuta di non prenderla più in giro
continua
riesco a sfuggirle
mi rincorre per la stanza mentre io non riesco a controllare la risata
poi si calma
prendo fiato
aspetta la mia completa ripresa
vedi, l’hai rifatto ancora
bah, che c’è di male?
niente
come niente, quasi mi fai morire dal ridere
e allora, ne vendono tanti al supermercato.
TAG:  RACCONTO  AMORE  POESIA  COPPIA 

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