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contributo inviato da magnagrecia il 10 maggio 2012

 

Trasporti

 

Una Nazione che vuole competere a livello mondiale deve poter contare su di un moderno ed efficiente sistema della mobilità delle merci e delle persone, elemento essenziale per il rilancio economico, occupazionale e industriale. 

 

I numeri.

Ogni giorno sono 15 milioni i pendolari che utilizzano bus, metrò, tram e treni. Il 95% delle persone che prendono un treno, sono pendolari. Solo il settore del trasporto pubblico locale coinvolge più di 1.100 imprese, dà occupazione a 120.000 lavoratori per un fatturato di 8 miliardi di euro.
Dai porti italiani passano ogni anno 50 milioni di persone e 10 milioni di container. Il settore aereo impiega oltre 20.000 addetti e movimenta oltre 130 milioni di passeggeri. Il 90% delle merci trasportate viaggia su gomma.
Il settore dell’autotrasporto è costituito da 165.000 imprese, di cui 55.000 senza veicoli. E coinvolge più di 340.000 operatori per un fatturato di oltre 42 miliardi.
Negli ultimi 10 anni sono stati erogati aiuti a pioggia per la cifra astronomica di 4 miliardi di euro. Nonostante questo, la categoria degli autotrasportatori, soprattutto i piccoli, è in grave difficoltà.
Complessivamente il settore della logistica impiega più di un milione di persone contribuendo per il 13% al PIL italiano.
 

 

Le sfide.

  • Prima sfida. Una mobilità intelligente al servizio della competitività del Paese. Bisogna ridare competitività all’Italia con un efficiente sistema integrato delle infrastrutture e della mobilità, sia per le merci che per le persone. Ma bisogna tenere sempre come punto di riferimento il principio dell’ecosostenibilità.

  • Seconda sfida. NordSud: serve uno sviluppo equilibrato della mobilità. È fondamentale, per il pieno rilancio dell’economia nazionale, ridurre il gap infrastrutturale tra Nord, Centro e Sud. Anche da lì passa l’unità del Paese.

  • Terza sfida. L’integrazione tra trasporti e logistica.Occorre concepire il sistema dei trasporti e della logistica in modo sempre più integrato, nei più ampi scenari europei, mediterranei e mondiali.

  • Quarta sfida. L’accessibilità del tessuto urbano. Una migliore accessibilità dei grandi centri urbani decongestionando i nodi, significa migliorare tempi e qualità della vita.

 

Gli ostacoli.

  • I soldi sono pochi e bisogna usarli bene. Il governo Berlusconi si ostina su inutili e costosissime opere, come il ponte sullo Stretto, oppure avvia dispendiose operazioni finanziarie caricate interamente sulle spalle dei contribuenti, come nel caso dell’Alitalia. Al contrario serve un piano delle 100 “piccole e medie (ma grandi) opere”. Opere immediatamente cantierabili su cui sbloccare rapidamente risorse ed autorizzazioni, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e l’intermodalità delle nostre reti di trasporto.

  • Le Regole sono troppe e confuse. Di regole ne servono poche, certe e per tutti. No alla logica dei Commissariamenti. Sì alla semplificazione delle norme e alla certezza dei tempi. Proprio per affrontare efficacemente le sfide che l’Italia ha davanti,
    serve istituire una Authority dei trasporti che, in modo indipendente, vigili sui processi di liberalizzazioni e sulla concorrenza di mercato. Al Paese serve una Authority che faccia rispettare le regole e che sanzioni le distorsioni del mercato.

 

I tagli del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi.

Sono stati previsti tagli del 30% a Regioni, Province e Comuni che si abbatteranno quasi integralmente sul trasporto pubblico locale.
Effetti diretti:

  • la riduzione dell’offerta di servizio attualmente erogata;

  • il rischio di un forte aumento delle tariffe, anche di oltre il 50%;

  • il forte rischio di taglio dei livelli occupazionali del settore. Tagli che potrebbero addirittura interessare oltre 18.000 lavoratori.

Effetti indiretti:

  • l’aumento della congestione sulle strade;

  • il conseguente aumento dei livelli di inquinamento;

  • un danno al sistema produttivo;

  • costi in più per le famiglie;

È una manovra irresponsabile che rischia di dare un colpo mortale al trasporto pubblico locale. Un’operazione che incide nella carne viva dei bilanci di Regioni, Province e Comuni, già fortemente in sofferenza. Un provvedimento iniquo che scaricherà tutto il suo peso sulle spalle degli utenti, per di più in un momento di crisi.Il Centrodestra, non contento di “aver messo le mani in una tasca degli italiani” con il taglio del 30% del Trasporto Pubblico Locale (TPL), si è subito attrezzato per “mettere le mani anche nell’altra tasca” con l’aumento dei pedaggi autostradali e di altre strade fino ad oggi libere. Un atteggiamento inaccettabile e sempre indirizzato contro i pendolari. 

 

Le nostre proposte.

L’Italia è un Paese di poeti, santi e pendolari. Il PD vuole e deve essere il partito dei pendolari. Vogliamo difendere i diritti sostanziali di chi deve viaggiare per lavoro o per studio e rilanciare
il trasporto pubblico locale.
 

 

Rinnovare il parco mezzi

Ridare agli Enti Locali le risorse sottratte ingiustamente solo qualche mese fa. Finanziare il rinnovo del parco mezzi per garantire più affidabilità, confort e inquinare meno. 

 

Investire sull’alta capacità.

Investire sulla rete e sulla tecnologia per far diventare concreta l’Alta Capacità, in modo da aumentare la frequenza dei treni e garantire un servizio migliore, usando al meglio le tracce lasciate libere dall’AV (Alta Velocità). 

 

Favorire la libera concorrenza.

Favorire l’ingresso di operatori privati italiani e stranieri e le iniziative di partnership o di aggregazione, tra operatori sia ferroviari che automobilistici. 

 

Incrementare il servizio sul territorio.

Ampliare il territorio di competenza su cui erogare il servizio integrato di TPL, per migliorare le economie di scala delle Aziende ed avere, sempre nell’ambito della concorrenza per il mercato, una maggiore efficienza ed economicità. 

 

Ridurre le tariffe..

Estendere i sistemi tariffari integrati regionali, che permettono ai viaggiatori di usare i diversi mezzi di trasporto della Regione con lo stesso titolo di viaggio. 

 

Favorire l’utenza.

Favorire il coinvolgimento degli utenti nell’organizzazione del servizio di TPL.

 

Incrementare la sicurezza.

Lavorare fattivamente per il varo dell’Agenzia per la Sicurezza, che deve essere condotta rapidamente a regime e messa in condizione di funzionare.

 

L’intermodalità.

Per migliorare la logistica e aumentare la competitività. Le caratteristiche geografiche (una penisola allungata nel mare più trafficato del pianeta e con molti ostacoli naturali che rendono difficili gli spostamenti), quelle economiche (una struttura produttiva caratterizzata da moltissime piccole aziende polverizzate sul territorio) e quelle storiche (8.000 grandi e piccoli comuni diffusi sul territorio) ci devono spingere verso scelte chiare:

  • usare molto la ferrovia per le merci sui lunghi spostamenti (con gli incentivi del ferrobonus) e il trasporto su gomma negli altri casi;

  • scambiare le merci tra ferro e gomma in grandi e organizzati interporti;

  • valorizzare il sistema della portualità e collegarlo con adeguati snodi ferroviari tecnologicamente avanzati, sostenendolo anche attraverso l’autonomia finanziaria;

  • rilanciare l’idea vincente delle “autostrade del mare” (con gli incentivi dell’ecobonus) in connessione con ferro e gomma;

  • ridare dignità a lavoratori e aziende dell’autotrasporto mettendoli nelle condizioni di stare sul mercato, riducendo la frammentazione, eliminando l’intermediazione parassitaria, contrastando la criminalità organizzata.

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Un sistema dei trasporti integrato, efficiente, ecosostenibile, sicuro, economico. Uno sviluppo equilibrato tra nord e sud. L’intermodalità.

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http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm

 

 

 


 

 

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commento di magnagrecia inviato il 10 maggio 2012
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