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contributo inviato da GORAGH il 7 maggio 2012

fughe e immersioni compulsive in mari ignoti

perché il mistero è sempre là nel ventre d'oro

promessa di felicità trovata e persa

e inseguita pervicace in occhi pieni di sogni

che respiravo sommesso avido toccando appena

il fulgore di te che m'avvolgeva e mi stordiva

ed ero amante e figlio e gemello e te stessa

nudo tremante fragile come un feto

inquieto per l'ombra d'una distanza

urlavo d'un freddo che non c'era intorno

malattia dell'anima tutta mia una follia

impossibile rimarginare le ferite che ho inferto

questo è il mio fine pena mai


 

TAG:  DONNA  AMORE 
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