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contributo inviato da Achille_Passoni il 26 aprile 2012


Il rapporto di Unioncamere Toscana non dipinge un futuro rosa per le imprese artigiane della Regione. Nel 2011 hanno chiuso in negativo tutti i comparti, ad eccezione della sola pelletteria che registra un +0,8%. Si aggira intorno al 10,2% la percentuale media della contrazione registrata con punte maggiori nell'edilizia (-15,6%), nell'oreficeria (-11,5%) e nel lapideo (-11%).

Subiscono flessioni anche il manifatturiero (-6,5%), i servizi (-8,7%) e tutto il sistema moda (-4,8%) con particolare riferimento alla maglieria (-11,4%). Se la passano meglio rispetto alle altre le imprese esportatrici, mentre sono più colpite le imprese di minori dimensioni che registrano un -14,8% di fatturato per quanto riguarda quelle fino a 3 addetti, mentre realtà più strutturate nel manifatturiero e nei servizi si stabilizzano a -0,1% quando hanno più di 10 persone. Inoltre, l'incremento di fatturato coinvolge solo il 7,2% delle imprese artigiane regionali.

Le conseguenze sull'occupazione sono logicamente conseguenti alla situazione finora descritta. Aumentano le forme contrattuali flessibili e si riducono le assunzioni a tempo pieno. Nel 2011 le cessazioni di impresa hanno superato le iscrizioni di 447 unità, per il terzo anno consecutivo contemporaneamente gli organici si sono ridotti di 3 mila addetti nel 2011 (-1,3%) e del 6,8% negli ultimi 3 anni.

Peggiora anche la propensione agli investimenti, tanto che si riduce quasi di un terzo in due anni il numero delle imprese che hanno avuto fiducia, che passano dal 17% del 2010 al 5,9% del 2011. I numeri sono poco confortanti, e d'altronde confermano la realtà di questi tempi. Le misure a favore della crescita, di cui si parla da tempo, sono quanto mai necessarie ed urgenti per il rilancio del settore, sia da un punto di vista produttivo che occupazionale.
TAG:  IMPRESE  TOSCANA  CRISI  MANIFATTURA  LAVORO  ECONOMIA  CRESCITA 

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