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contributo inviato da MarcoBorciani il 25 aprile 2012
Per questo 25 aprile prendo a prestito le parole del Premio Nobel Salvatore Quasimodo:

Milano, agosto 1943
Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s'è udito l'ultimo rombo
sul cuore del Naviglio: E l'usignolo
è caduto dall'antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.

Dedicato alla memoria del 25 aprile.
Dedicato alla Resistenza: a chi l'ha combattuta, a chi ci ha creduto, a chi le ha dedicato la vita.
Dedicato all'Italia: a quell'Italia che non ha piegato la testa e ha rialzato anche quella altrui.
TAG:  RESISTENZA  LIBERAZIONE  25 APRILE  SALVATORE QUASIMODO 
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