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contributo inviato da Marco.Bonfico il 23 aprile 2012
LAVORO E CRESCITA

Modello dinamico



L'uscita dalla recessione viene a determinarsi con le dinamiche inserite nei vari passaggi legislativi che si non succeduti da dicembre 2011.



Ma la diminuzione complessiva sia del personale del pubblico impiego che dall'aumento dell'età pensionabile ha portato ad un disavanzo dell'INPDAP di circa 13 miliardi e 281 milioni di euro che di fatto ha costretto il governo attuale alla sua fusione nell'INPS, bisogna inserire immediatamente dei giovani per ripristinare le competenze e le modifiche necessarie.



Di riflesso il congelamento del personale scolastico in 600.839 unità nonostante variazioni minime in aumento di nascite sta scaricando sugli EE.LL. i costi connessi ai servizi necessari.



Pertanto l'ascensore sociale rimane congelato con l'aumento della disoccupazione al 9,5% e la frequenza scolastica viene messa in discussione per l'incapacità di adeguare le necessità nazionali alle proposte in campo, parte di ciò deriva dal prelievo di 2,5 miliardi di euro dai fondi sociali fatti dal governo Berlusconi per finanziare la cassa integrazione in deroga, pertanto le entrate e le uscite sono attivate sempre e solo dai capitoli inerenti i lavoratori dipendenti.



Le lamentele industriali fanno da contraltare con la riforma del mercato del lavoro per l'abbattimento di bonus deducibili inerenti l'agiatezza mentre ora il contenimento è necessario oltre a incentivi a pioggia erogati nel 2010 pari a 72 miliardi di euro per favorire fabbriche i cui guadagni devono essere salvaguardati a differenza delle piccole e medie imprese che rispettano i propri impegni sia all'estero che all'interno, in Germania quest'ultimi vanno a promuovere il proprio lavoro  nelle scuole onde formare nuove leve.



Siamo senza lavoro e la SACE promuove progetti internazionali di oltre 2 miliardi a favore di imprese all'estero, invece bisogna puntare sulla riconversione dei lavoratori come sta facendo la Regione Lombardia che ha ricollocato oltre il 17% di quelli aderenti ai corsi.



La scuola non fornisce i tecnici necessari a fronte di un richiesta del 22% gli Istituti sono passati dal 46,6% al 33,5% mentre i Licei dal 31,3% al 41,5%.



Il nostro debito salirà al 123,45 e l'unica presa d'inventario è il ricorso di Mediaset per le frequenze televisive e il pagamento dell'IMU in più rate (tassa voluta da Berlusconi).



L'unica soluzione per ridurre i costi e favorire il mercato del lavoro è la contaminazione dei PGT in modo che le aree industriali, scolastiche e servizi siano posizionate d'accordo con i Comuni limitrofi sui vari confini.



Basiano 23 aprile 2012



Marco Bonfico



           
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