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contributo inviato da Claudia Castaldini il 19 aprile 2012

Se ci fosse ancora bisogno di prendere atto del problema, ecco che arriva un'affermazione di conoscenza e di intenti che può essere utile:  la "Dichiarazione sullo Stato del Pianeta", redatta in conclusione della conferenza internazionale "Planet under Pressure" organizzata dall'International Council for Science e tenutasi a Londra dal 26 al 29 marzo scorso, alla quale hanno partecipato oltre 3.000 esperti dei vari settori coinvolti e decisori politici, e che è stata seguita in tutto il mondo via web.
La Dichiarazione inizia con 5 punti-base che stabiliscono i fatti in linea generale, e prosegue con una serie di altri punti suddivisi per tema e in grado di definire un percorso risolutivo. Le parole usate sono molto chiare.  Ai punti 1 e 4, per esempio, si legge: "1 - La ricerca dimostra ora che il funzionamento continuo del sistema-Terra per come ha sostenuto il benessere della civiltà umana nei secoli recenti è a rischio. In assenza di intervento urgente, potremmo dover far fronte a minacce alle risorse idriche, alimentari, della biodiversità e altre: tali minacce rischiano di intensificare le crisi economiche, ecologiche e sociali, creando potenzialmente un'emergenza umanitaria su scala globale. 4 - Mentre i consumi accelerano ovunque e la popolazione aumenta, non è più sufficiente lavorare in vista di un ideale distante di sviluppo sostenibile. La sostenibilità globale deve diventare una delle fondamenta della società. Essa può e deve essere parte delle basi delle nazioni e della costruzione delle società."
Il percorso verso una soluzione possibile è articolato in una serie di elementi formanti le nuove conoscenze scientifiche in materia, nell'espressione delle qualità di interconnessione e interdipendenza del problema sociale e ambientale globale, nel rilievo dell'opportunità di cogliere il momento della Conferenza di Rio+20 dell'ONU per rafforzare gli impegni, e infine nel riconoscere il momento presente (il 2012) come cruciale nella storia dello sviluppo umano in quanto cruciale per le scelte che caratterizzeranno il futuro.
Tutti i dati scientifici mostrano che il parametro temporale è fondamentale, dato che potremmo anche individuare o essere spesso sulla strada giusta, ma con troppo ritardo rispetto agli effetti sui sistemi naturali. L'inerzia di strutture economiche e sociali consolidate è molto forte, ma è anche evidente il grande ritardo della politica, che prima faticava a far proprie queste tematiche e ora fatica a tradurle nell'attività quotidiana e nel governo della società. Evidentemente, non basta crederci o proporre affermazioni di principio (che rischiano oltretutto di diventare soltanto una moda), occorre passare all'atto pratico in ogni ambito (e sono molti) della questione.
La Dichiarazione termina proprio con un'affermazione di carattere temporale: "La società sta assumendo dei rischi sostanziali ritardando azioni urgenti e su larga scala. Dobbiamo mostrare leadership a tutti i livelli. Dobbiamo tutti fare la nostra parte (...) Sollecitiamo il mondo ad afferrare questo momento e a fare la storia."

La Dichiarazione completa si può scaricare all'indirizzo:
http://www.planetunderpressure2012.net/pdf/state_of_planet_declaration.pdf

PS:  in relazione al post precedente, si segnalano le scuse pubbliche del Re di Spagna Juan Carlos, che promette che non caccerà mai più gli elefanti. Apprezziamo, ma sembra il minimo che potesse fare.
 

TAG:  AMBIENTE  CLIMA  COMPOSTI CLIMALTERANTI  FUTURO  RISCALDAMENTO GLOBALE  PLANET UNDER PRESSURE  CRISI ECONOMICA  ECOLOGIA  SOCIETÀ  SVILUPPO SOSTENIBILE  INQUINAMENTO  RISORSE  ACQUA  BIODIVERSITÀ 

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