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contributo inviato da Achille_Passoni il 17 aprile 2012


Oggi il Senato ha approvato con una maggioranza di oltre due terzi (235 i sì, 11 i no e 24 gli astenuti) il ddl di riforma dell'articolo 81 della Costituzione per l'introduzione del principio del pareggio di bilancio, una norma importantissima per garantire la sostenibilità dei conti pubblici e dell’intero sistema economico del Paese.

Come ha detto il senatore Zanda nella dichiarazione di voto, la nostra Costituzione già sottolineava la necessità di coprire le spese. Con 2.000 miliardi di debito pubblico, tuttavia, quel mandato è stato decisamente tradito: oggi gli interessi passivi sul debito ci costano da 80 a 90 miliardi l’anno, una cifra spropositata che grava sul Paese e sui nostri figli.

Dice bene, con la sua consueta saggezza, il presidente Napolitano, quando afferma che abbattere il debito è un dovere morale. Ovviamente, per fare ciò è necessaria la ripresa economica, che va stimolata sia a livello nazionale che europeo: le misure di austerità da sole - l’ho detto e ripetuto tante volte anche qui sul blog - non possono bastare.

Per uscire da questa crisi serve una più completa unificazione delle politiche economiche europee, il che significa in sostanza andare nella direzione di un’unione finalmente politica del Continente e dell’istituzione di una vera e propria banca europea prestatrice di ultima istanza. L’Europa può diventare una delle grandi potenze del pianeta, o altrimenti restare un libero mercato con una moneta unica, terra di conquista della speculazione. Il voto di oggi - ne sono convinto - è un passo nella giusta direzione.
TAG:  SENATO  PAREGGIO DI BILANCIO  COSTITUZIONE  ARTICOLO 81  EUROPA  DEBITO  DEFICIT  RIGORE  CRESCITA 

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