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contributo inviato da Achille_Passoni il 5 aprile 2012


Il testo della riforma del mercato del lavoro è lungo e complesso, e per poter dare un giudizio completo bisognerà leggerlo riga per riga: lo faremo in Senato già dai prossimi giorni. Il punto vero per il momento è che prima delle ultime modifiche sulla possibilità di reintegro in caso di licenziamenti economici, si stava creando un problema sociale davvero enorme, sia dal punto di vista di merito ma anche per così dire “emozionale”, perché si stavano diffondendo sentimenti di ansia e paura nei lavoratori.

Alla fine, è arrivata una soluzione positiva, grazie a tre fattori: primo, l’iniziativa politica del Pd, che sin da subito ha scelto la strada di un riformismo vero, valorizzando l’impianto complessivamente positivo della riforma e concentrando le richieste di modifica sul punto più critico, ovvero l’articolo 18. Secondo, la responsabilità e la tenacia delle parti sociali, che hanno spinto con forza e unità verso il cambiamento della norma. Terzo, il ruolo giocato dal Presidente del Consiglio, che ha dimostrato tutta la sua capacità politica (altro che tecnico!) e la sua volontà di portare al traguardo una riforma condivisa, che segna una pagina assolutamente nuova della storia del mercato del lavoro del Paese. Se poi sarà davvero una riforma “storica” come ha detto Monti ieri, lo si vedrà più avanti.

Adesso, oltre al capitolo della lettura parlamentare del ddl, si apre quello degli esodati. Finalmente il ministro Fornero ha formalizzato il tavolo tecnico che in pochi giorni dovrà stabilire quante sono le persone coinvolte in questa partita. Nel corso di un’audizione alla Commissione lavoro del Senato, ho chiesto al Presidente dell'Inps se fosse in grado di anticiparci il risultato dei conti che da settimane l’Istituto sta portando avanti. Gli ho chiesto se perlomeno fosse in grado di confermare l’ordine di grandezza della platea di cui si parla da tempo - 350 mila, un numero che gira da mesi senza che nessuno lo confermi o lo smentisca. Niente, Mastropasqua si è rifiutato di rispondere, per cui ora non ci resta che aspettare le risposte da quel tavolo tecnico.

Dico subito però che se il numero reale degli esodati sarà lontano dai quei 350 mila, qualcuno a quel punto dovrà rispondere del perchè si è consentito che quel numero circolasse per tanti mesi, dando l’impressione che servisse una quantità di risorse enorme per risolvere il problema, e che la soluzione dovesse essere rimandata. E' una questione delicata, e aspetto con ansia i risultati del tavolo: se il numero degli esodati sarà molto inferiore a quello stimato, bisognerà capire di chi è la responsabilità di aver fatto circolare numeri gonfiati per prendere tempo ed evitare di affrontare la questione. Se invece quell’ordine di grandezza sarà confermato, bisognerà trovare le risorse necessarie per risolvere una questione che va sanata, esattamente come andava sanato il vulnus sull’articolo 18.
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commento di magnagrecia inviato il 11 aprile 2012
Come dimostrano tutti gli studi (cfr., per il tasso di attività/occupazione, in particolare al Sud, tra gli altri, la Lettera di PDnetwork, note 17 e 18 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html ), la priorità sono i giovani ed, ancor più, le donne.

TROPPO POCO PER LE DONNE
di Daniela Del Boca 11.04.2012
Le donne soffrono di più la crisi: i dati in proposito sono molto chiari. La riforma del mercato del lavoro propone alcune misure apprezzabili, ma si tratta di interventi simbolici. Mentre non trovano spazio sufficiente la tutela delle donne, il riconoscimento del peso del loro ruolo familiare e gli incentivi a una loro maggiore presenza sul mercato del lavoro. Obiettivo di una riforma efficace dovrebbe essere la riduzione dei divari di generazione e di genere, già così ampi nel nostro paese. E dovrebbe cercare di diminuire, non di accrescere, la dipendenza dei figli dalla famiglia.
TROPPO POCO PER LE DONNE

commento di magnagrecia inviato il 11 aprile 2012
L’INPS retta da Antonio Mastrapasqua è o non è un’emergenza democratica? Basta guardare questo servizio di Bernardo Iovene per farsene un’idea.


Il mistero dei conti sulle ricongiunzioni
Fornero: «Li ha fatti l'Inps». Ma Mastrapasqua nega. Turco: «Per avere i dati manderemo i carabinieri all'Inps». - Bernardo Iovene
[…]
I CONTRIBUTI SILENTI - Un'altra vicenda strana riguarda i contributi silenti. L’Onorevole [Maurizio] Turco ha proposto una legge per restituire i contributi versati dai lavoratori che non hanno maturato il requisito minimo per la pensione. Da anni chiede all'Inps il numero dei cosiddetti contributi silenti, ma non riesce ad avere una risposta ufficiale. «Mastrapasqua sottrae alla conoscenza dei legislatori dati fondamentali per legiferare. Proporrò una commissione di inchiesta per permettere ai carabinieri di andare all’Inps a prendere i dati ».
Il mistero dei conti sulle ricongiunzioni
commento di magnagrecia inviato il 10 aprile 2012
Austerity. Il premier tra Churchill e Keynes
Giorgio Lunghini
In Europa e in Italia domina ancora la Treasury View, quel punto di vista del Tesoro britannico che nell'infausto '29 Winston Churchill, allora Cancelliere dello Scacchiere, aveva sostenuto con determinazione: «Quali che ne possano essere i vantaggi politici e sociali, soltanto una assai piccola occupazione addizionale, ma nessuna occupazione addizionale permanente, possono essere create con l'indebitamento pubblico e con la spesa pubblica». L'argomento addotto è che qualsiasi aumento della spesa pubblica sottrae un pari ammontare di risorse agli investimenti privati: se il governo si indebita, allora entra in concorrenza con il settore privato, assorbe risorse che altrimenti avrebbero potuto essere investite dall'industria privata e dunque non si avrà nessun effetto netto sul livello di attività. Oggi non ci si ricorda invece che nel 1936 era uscita la General Theory of Employment, Interest and Money di J. M. Keynes, che della Treasury View e del suo fondamento neoclassico costituisce una critica radicale, con particolare riguardo alle determinanti dell'occupazione. […]
Austerity. Il premier tra Churchill e Keynes
commento di magnagrecia inviato il 10 aprile 2012
Lo ripropongo:

La nuova lotta di classe dei ricchi contro i poveri
colloquio con Luciano Gallino di Matteo Pucciarelli
La flessibilità aumenta l'occupazione? Tagliare le spese dello Stato aiuta l'economia? La competitività valore assoluto? Tutte bugie. Un saggio di Luciano Gallino illustra le disastrose conseguenze economiche e sociali del neoliberismo, che ha elevato la disuguaglianza a ideale di sviluppo
La nuova lotta di classe dei ricchi contro i poveri
commento di magnagrecia inviato il 10 aprile 2012
So per esperienza diretta che il compagno senatore Passoni non risponde alle e-mail; se invece legge almeno questi commenti, vorrei segnalargli che l’INPS è diventato, sotto la presidenza Mastrapasqua (che con l’incorporazione dell’INPDAP da parte dell'INPS sarà forse l’uomo più potente d’Italia), è diventata una sorta di emergenza democratica.

Il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua *, è un signore che, secondo “Report”, cumula (cumulava), oltre allo stipendio, ben 54 (cinquantaquattro) emolumenti per cariche varie.
Egli è anche l'autore del famigerato "lodo Mastrapasqua", che ha allungato di un anno l'età di pensionamento, per tutti, anche per quelli disoccupati o inattivi (a reddito zero!), tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità (!) (cfr. DL 78/2010, art. 12), che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale. […]
Da quando egli è presidente, l’INPS ha cambiato faccia (in peggio): da esempio di innovazione – in campo informatico - e trasparenza, è diventato una sorta di cittadella assediata, sorda e opaca, arrivando a disattivare i programmi che consentivano di avere on-line alcuni dati pensionistici personali, oppure in cui parecchie agenzie sono irraggiungibili telefonicamente, oppure sono escluse dal novero di quelle che, tramite il call center unico INPS/INAIL, fissano preventivamente un appuntamento, oppure danno risposte scritte reticenti e parziali, rinviando per giunta alla consultazione del sito e di programmi attivi ma privi di dati aggiornati. […]
Il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua
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4 marzo 2010
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