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contributo inviato da fabio1963 il 4 aprile 2012


....o dimissioni.
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Tutti sanno che ormai la Lega Nord rappresenta il partito più vecchio tra quelli presenti in parlamento.

 

Cosa rappresenta la Lega per la gente del Nord? Il tessuto sociale del Nord Italia è una delle zone più ricche del mondo, costituita da elevata laboriosità e diffusa imprenditoria. I partiti nazionali non riuscivano più a soddisfare le esigenze di queste zone e la genialità di Bossi fu quella di capirlo. Con una campagna populistica diffusa sul territorio (non si sa bene da chi finanziata, perché per fare un partito nuovo ci vogliono i soldi), uno studente fallito in medicina è riuscito a convincere le genti del Nord che bisognava avere una propria rappresentanza, per impedire che 80 miliardi di tasse andassero a Roma "ladrona" senza benefici per il Nord (questione settentrionale).

 

Quali obiettivi concreti ha raggiunto la Lega? Bossi aveva come obiettivi il federalismo e quello di far rimanere più risorse possibili del Nord al Nord. Il federalismo non è stato raggiunto per la caduta del governo Berlusconi, l'equivoco era che tale legge avrebbe fatto risparmiare le tasse a tutta l'Italia. Ma si sa bene che il buco nero del debito italiano è iniziato dal 1970 in poi per la messa in pratica Costituzionale delle Regioni. Gli unici soldi che la Lega è riuscita a far rimanere al Nord sono quelli dovuti all'amministrazione delle zone controllate dalla Lega. Negli ultimi 10 anni il finanziamento pubblico dei partiti è costato 2 miliardi di euro e 200 milioni sono andati alla Lega che rappresenta il 10%.

 

La meridionalifobia e la xenofobia. Ovviamente se si vuole fare in modo che le risorse rimangano alle genti del Nord, è fin troppo facile fare campagne demagogiche contro sudisti ed extracomunitari. Sarebbero credibili se non fosse che le fabbriche del Nord sono piene di extracomunitari più o meno sfruttati e nell'edilizia tutti quelli che si fanno male sono al primo giorno di lavoro.

 

Quali danni ha causato la Lega all'Italia? La Lega insieme al PDL, partiti populisti, carismatici, ha ingessato il Paese per 20 anni cristallizzandolo al 1992 di tangentopoli. Chi di cappio ferisce, di cappio perisce: questo proverbio è fin troppo facile. L'alleanza con il PDL che rappresentava plebiscitariamente la Sicilia e il Sud è un assurdo storico, che testimonia ancora una volta la non-credibilità del progetto leghista. C'è il sospetto che il duo B.B. abbia saputo sfruttare la potenza populistica per convincere i propri elettori di un cambiamento che non poteva avvenire perché il programma dei due partiti di rinnovare l'Italia era in conflitto. A Berlusconi non interessava il federalismo, ma modernizzare il Paese proseguendo il percorso craxiano. Ma tale programma era paradossale in quanto elaborato da un partito socialista che nel panorama politico si collocava a destra della DC. Berlusconi rappresentava gli interessi plebiscitari del Sud, mentre Bossi quelli del Nord: indubbiamente seppure in conflitto queste tendenze si sono contaminate a vicenda, infatti la Lega è accusata di familismo amorale e presunti rapporti con la 'ndrangheta, mentre il Sud ha fondato in Sicilia una minilega comandata da un "Lombardo".

 

Il curriculum vitae di Belsito. Se si va su Wikipedia e si legge la sua biografia, si suppone che i dirigenti della Lega non potevano non sapere con chi avevano a che fare. Certo avere 2 lauree non riconosciute in Italia può essere un merito per il partito della Padania (che ha seguito la stessa strada per le lauree dei figli del capo). Ma si può dare l'amministrazione ad uno che è laureato (per finta) in scienze politiche e scienze delle comunicazioni, 2 lauree che non servono a niente nemmeno quando sono vere?!

 

Le dimissioni di Bossi. Bossi si è dimesso il 5 aprile 2012 a 20 anni esatti dalla prima sua elezione al parlamento. Adesso diranno (come fece Craxi) che tutti i partiti sono corrotti, che il problema è sistemico ecc. ecc. Non facciamoci illusioni Bossi continuerà a dirigere da dietro le quinte il suo partito, ma c'è da sperare che le genti del Nord abbiano finalmente aperto gli occhi e guardino con obiettività al fatto che per 20 anni si sono fatti dirigere da un bluff.

 

Il vaccino anti-populismo e la legge elettorale. Presumibilmente il movimento di Grillo si avvantaggerà di quei 2-3 punti persi dalla Lega ed entrambi i partiti si assesteranno intorno al 7%. Anche il movimento delle 5 Stelle è un partito populistico fondato su un leader carismatico. Se gli italiani non sono capaci di guarire da questa malattia populistica è tempo di porvi rimedio con un vaccino: facciamo una riforma elettorale con uno sbarramento al 10%. Questa rappresenterebbe l'unica soluzione pratica per semplificare per sempre la politica italiana in modo da neutralizzare la truffa della finta democrazia rappresentata dalla dispersione del voto in mille rivoli, che serve solo a dare lavoro a migliaia di funzionari di partito che altrimenti nella vita normale sarebbero dei falliti. Molti diranno che i partiti italiani non faranno mai una soglia di sbarramento del 10%, perché diminuirebbe la democrazia ecc. ecc. Io rispondo che eccessiva democrazia = nessuna democrazia. Prova ne è il fatto che in Italia esistono elezioni ipertrofiche di: circoscrizioni, comuni, provincie, regioni, politiche, europee, e referendum. Un milione e mezzo di persone lavorano per la politica, ma nonostante tutto questo macchinario complesso i cittadini non si sentono adeguatamente rappresentati. La soglia del 10% costringerebbe i partitelli a coalizzarsi, eliminando la pletora dei funzionari, in più si potrebbe diminuire drasticamente il finanziamento dei partiti portandolo a livello europeo. La democrazia ipertrofica costa e non ce la possiamo più permettere, a 150 anni dall’Unità d’Italia è ora di incominciare ad introdurre un’etica laica diffusa nella società civile.




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