.
contributo inviato da Marco.Bonfico il 31 marzo 2012
            RICONGIUNZIONE E PENSIONI

Crisi del lavoratore



Questo tema coinvolge tutti i lavoratori in quanto il modello stravolto dei diritti maturati con versamento di contributi sta portando ad un peggioramento generale della vita pensionistica dato che tutto è complementare (economia principio dei vasi comunicanti) ai percorsi personali intrapresi nell'arco di scelte consapevoli.



Ora spieghiamo i vari passaggi onde ottenere una possibilità per altri che sono o saranno coinvolti nel prossimo futuro, la materia è ostica e per addetti ai lavori, bisogna conoscere ogni passaggio legislativo nell'arco di molti anni.



Nella puntata di Report di domenica scorsa molti si non lamentati delle cifre enormi tra i 200.000 e i 600.000 euro che dovranno versare per ricongiungere periodi di contributi versati in casse diverse, tutte le somme sono nei casi citati coerenti con le leggi approvate negli ultimi 30anni che non tengono conto della realtà lavorativa.



Partiamo dalla legge n. 29/79 che dava la possibilità di aderire ad una cassa diversa pagando una cifra differente secondo una tabella riparametrata all'età del richiedente al momento della domanda, più si avvicina alla pensione più aumentava la somma dovuta.



Siamo ancora nel periodo retributivo e quindi le scelte sono più facili: come esempio il sottoscritto ha trasferito più mdi dieci anni di bollini lasciando in pagamento una quota dei medesimi a copertura della differenza da pagare.



Prima bastava che Artigiani, Commercianti e Imprenditori versassero gli ultimi cinque anni completi per maturare il diritto intero lasciando ad altri la copertura dei pagamenti, inoltre vi sono state casse di categorie che sono fallite per diminuzione aderenti ed il carico è stato spostato all'INPS, ora si richiede la copertura minima di 50anni nonostante versamenti irrisori.



Arriviamo alla legge n. 335/95 che di fatto sposta la lancetta da retributivo a contributivo, questo provoca dal 2017 il titolo del diritto alla pensione sull'intera vita contributiva.



Le regole cambiano e ora sono necessari 20anni di iscrizione ad una cassa per avere diritto, da qui il costo ricongiuntivo per periodi minori, considerato che l'INPS valida la somma del 33% (bollino), sarà il caso che ognuno metta i contributi in casse con alto appeal.



La legge n. 30/2004 (Biagi) di fatto cancella ogni diritto dei giovani alla pensione sia per i periodi lavorativi brevi che per la remunerazione bassa.



L'ultima trovata pensionistica è l'anticipo del sistema contributivo dal 2012 in fase recessiva completato dalla modifica dell'articolo 18 della legge n. 300/70.



La correttezza implica che tutti i livelli dal parlamento in giù adeguano i compensi in diminuzione subito mentre le casse previdenziali pareggino il pagamento dei contributi (dal 25% di alcune al 33%)., questo elimina il costo ricongiuntivo.



Infine manca la completa adesione al secondo pilastro onde evitare il tracollo dei diritti pensionistici.



Basiano 31 marzo 2012

Marco Bonfico

TAG:  AMBIENTE  LAVORO  PARTITO DEMOCRATICO  PD  CULTURA  DS  MARGHERITA  VELTRONI  DONNE  WALTER VELTRONI  PRIMARIE  PARTITODEMOCRATICO  SICUREZZA  FORMAZIONE POLITICA  ENTI LOCALI  LANUOVASTAGIONE  PDMARSICA  WALTERVELTRONI  UNIVERSITÀ E RICERCA  CURA E POLITICHE SOCIALI FINANZA  FAMIGLIA E POLITICHE SOCIALI  ENERGIA E MUTAMENTI CLIMATICI FAMIGLIA  POLITICAECONOMIA E FINANZE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
11 marzo 2008
attivita' nel PDnetwork