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contributo inviato da roberto seghetti il 28 marzo 2012
  

Qual è la posizione del Pd sulla legge elettorale? Ecco il passaggio della relazione di Bersani approvata all’unanimità dalla direzione del Pd di lunedì 26 marzo. “E’ necessario perseguire come prioritaria e indifferibile l’approvazione di una nuova legge elettorale e di quegli elementi di riforma istituzionale che rendano coerente il sistema imperniato su una nuova legge elettorale. Circoscriviamo la priorità e cerchiamo di gestirla. Nella legge elettorale che dovremo discutere con gli altri il principio cardine per noi è quello di rafforzare e rendere effettiva la possibilità di scelta dei cittadini sia per la scelta dei parlamentari, sia per la scelta dell’indirizzo di governo. Credo che possiamo riconoscere assieme che la legge attuale non garantisce nessuno dei due aspetti. Perché nella sostanza il maggioritario di coalizione non ha offerto ai cittadini una scelta vera tra due progetti di governo ma una competizione fra schieramenti finalizzati essenzialmente a prendersi il premio di maggioranza. Ora questa legge ha di fatto azzoppato il bipolarismo o con l’interruzione di legislatura o portando a soluzioni che alludono a larghe intese senza neanche esserle dichiaratamente. Quindi noi siamo di nuovo di fronte al tema non certo di negare una democrazia dell’alternanza, vorrei tranquillizzare su questo, ma al contrario di vedere come la si fa. Sapendo bene che l’alternanza in ultima analisi è affidata ai progetti politici e che l’eccesso di fiducia del potere conformativo dei meccanismi elettorali finisce per generare amare illusioni. Noi abbiamo una nostra proposta. Siamo gli unici, ricordiamolo questo, che abbiamo depositato una proposta di legge in Parlamento. Con un doppio turno di collegio, con un equilibrio proporzionale. Questa proposta per noi è quella giusta per rispondere a quelle due esigenze ma non si trova, su questo meccanismo del doppio turno, una convergenza, un’intesa sufficiente. Non c’è accordo, dobbiamo prenderne atto. E naturalmente dobbiamo fare i conti con gli altri. Non vorrei che suonasse come un’affermazione di rito. Se non ci accetta l’idea che la legge che uscirà non ci piacerà del tutto, perché frutto di un accordo con gli altri, tanto vale riposarsi perché rischiamo di tenerci quella che abbiamo. Ora noi partiamo dall’esigenza di superare la legge che abbiamo nei suoi aspetti più distorsivi. Liste bloccate lunghe, coalizioni forzose che impediscono una scelta vera sull’indirizzo di governo. Noi dobbiamo dare la disponibilità ad un confronto su un modello che, pur rinunciando al doppio turno, cerchi di dare risposta a quelle due esigenze. Cioè consenta la scelta dei parlamentari, in un mix di collegi uninominali e liste corte, e dia ai cittadini la possibilità di una scelta, di un indirizzo di governo con un meccanismo che individui e premi il partito intorno al quale costruire la coalizione di governo. Dobbiamo essere chiari. La scelta dell’indirizzo di governo non va affidata alle trattative dei partiti dopo il voto. Nelle grandi democrazie europee, anche dove poi sono state trovate soluzioni eccezionali, i cittadini danno il voto chiamando in campo la forza di un partito che ha il compito di organizzare governo e coalizione. Davanti agli elettori deve essere esigibile il pronunciamento politico sulle proposte di alleanza. E come avviene nelle democrazie mature deve essere esigibile, evidente, qual è l’indicazione del candidato premier. A tutto questo che sto dicendo deve essere affiancata, proprio per dare garanzia al sistema, una qualche modifica istituzionale- costituzionale (riduzione del numero dei parlamentari, riforma dei regolamenti, fiducia costruttiva, abbassamento dell’età per l’elettorato attivo/passivo al Senato). E noi colleghiamo a questo una legge sui partiti che garantisca meccanismi di trasparenza nei finanziamenti, che garantisca meccanismi di trasparenza nei processi democratici interni, che garantisca l’esigibilità di codici etici e così via. A tutto questo, non c’è bisogno di dirlo, noi affianchiamo anche l’iniziativa, se ne parlerà ancora in questi giorni, sui temi della giustizia, su tutta la questione della corruzione”.

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