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contributo inviato da Claudia Castaldini il 27 marzo 2012

Ancora una volta, sembra freddo... ma la temperatura globale terrestre continua la sua ascesa e i dati lo confermano. La grande nevicata di febbraio, infatti, non è indice di un inverno freddo, ma di un inverno freddo "da noi", mentre su scala globale fa parte anch'essa del riscaldamento che caratterizza ormai da anni il nostro sistema climatico.
Secondo le misure del NOAA (National Oceanic Atmospheric Administration, degli USA), il mese di febbraio 2012 è stato il ventiduesimo febbraio più caldo da quando hanno avuto inizio le registrazioni strumentali, nel 1880, il trecentoventiquattresimo mese consecutivo con una temperatura globale al di sopra della media del XX secolo, e l'estensione dei ghiacci artici è stata la quinta minore registrata, inferiore alla media del 6,9 %. 
La temperatura media globale delle superfici continentali e oceaniche è stata di 12,47 °C, superiore di 0,37 °C rispetto alla media del secolo 1900.   Dunque, non basta certo vedere una nevicata per stabilire che il riscaldamento globale e i cambiamenti del sistema climatico non esistono: si tratta di risultanze scientifiche ormai certe. I dubbi restano su alcuni aspetti delle modifiche del clima che, essendo un sistema complesso, non risulta facilmente descrivibile con pochi parametri.
La figura all'indirizzo in basso (che non sono riuscita a caricare) mostra le anomalie delle temperature di febbraio rispetto al periodo 1971-2000:  si può notare il freddo che abbiamo vissuto in Europa e che ha colpito anche le zone medio orientali, ampiamente compensato dal caldo del Nord America, della Russia e dell'Artico. Questa tendenza caratterizza da tempo, in estate e in inverno (vedi il post del 23 luglio 2011), le zone artiche e del nord della Russia, destando grande preoccupazione. Sembra infatti che il riscaldamento globale colpisca particolarmente queste zone, con gravi conseguenze sull'ecosistema, e con cause non ancora chiare.
Dati come questi si susseguono da anni, mostrando con chiarezza a tutti che è necessario e urgente intervenire per mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici e ridurre gli impatti sull'ambiente delle attività umane, a partire dai consumi energetici. Il percorso degli accordi internazionali fino a Durban 2011, le scelte in materia di energia dell'Unione Europea e dell'Italia forniscono un quadro della situazione entro cui muoverci nei prossimi anni.  Il tema sarà oggetto di approfondimento venerdì prossimo, 30 marzo, presso il Partito Democratico di Bologna, alle ore 17.45 (vedi Agenda).

Le anomalie della temperatura dello scorso febbraio si trovano nella seguente immagine del NOAA:

http://www.ncdc.noaa.gov/sotc/service/global/map-blended-mntp/201202.gif

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