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contributo inviato da CARMEN2009 il 19 marzo 2012
In questo post voglio raccontare una storia di ricchezza sociale e solidarietà.
Tutto ha inizio nel 1978 in Argentina,  l'industriale italiano Luigi Zanon fonda l'azienda Zanon, produttrice di ceramiche. L'azienda va avanti nella sua attività di produzione fino al 1999, grazie alle sovvenzioni statali ed al rapporto di amicizia dell'imprenditore con il governatore della provincia di Neuquén, Jorge Sobisch, dalla cui giunta ricevette vari sussidi monetari. Ma nel 1999, tutto è destinato a cambiare, i segnali dell'imminente crisi che investirà tutta l'Argentina si fanno sentire, e così hanno inizio le politiche di tagli salariari e licenziamenti, finchè nel 2011 arriva l'ordine della chiusura dei forni per la produzione di ceramica:la chiusura dei forni significa la chiusura dell'impresa, il licenziamento  dei 311 operai che ivi lavoravono e va ad alimentare quella crisi argentina che vede di giorno in giorno la svalutazione della propria moneta e la riduzione di benessere sociale.
 E' questo il modo di agire capitalista ? Che cerca di trarre vantaggio dal mondo esterno per poi girargli le spalle appena il gioco si fa duro ? In teoria no, ma nella praxis quotidiana sembra proprio che i grandi manager, nonostante lauti compensi, siano capaci solo di ricevere sovvenzioni ed effettuare licenziamenti.
Ma la storia che sto raccontando ha un lieto fine, ed a parte una breve disgressione personale, ricomincio il racconto. Decisa la chiusura aziendale dai vertici, gli operai non ci stanno, si organizzano ed occupano la fabbrica. Varie vicissitudini giudiziarie si susseguono fino alla condanna dell’imprenditore italiano per il reato di lock out, chiusura illecita della fabbrica, irregolarità nei conti e occultamento dei bilanci. Gli operai ottennero dalla giustizia il 40% dello stock di ceramiche ancora immagazzinato negli stabilimenti, grazie alla cui vendita nelle piazze delle città limitrofe riuscirono a pagare i salari arretrati degli ultimi mesi e riprendere la produzione nel Marzo 2012. Gli operai organizzano commissioni di lavoro per i settori vendita, amministrazione, sicurezza, stampa e diffusione, acquisto, produzione, pianificazione, sicurezza e igiene.Scompaiono le gerarchie e gli incarichi di coordinamento divennero rotatori. Lo stipendio è uguale per tutti con due ridotte scale che prevedono premi di anzianità.  A partire dall’agosto 2002, la fabbrica è riuscita ad assumere 210 nuovi lavoratori e ha effettuato diverse donazioni alla comunità locale di Neuquén, per la costruzione di centri di salute e il sostegno di realtà bisognose.I prodotti che escono dalla fabbrica Zanon sono molto vari e di buona qualità. Al sito Web www.fasinpat.com.ar si possono trovare le linee di prodotti, divise a seconda del settore e del metodo di lavorazione.
Sembrerebbe proprio la rivincita del marxismo sulle teorie capitalistiche, oppure, è semplicemente buon senso. Non siamo tutti uguali, esistono le differenze, ed è giusto che tali differenze siano remunerata di conseguenza. Ma spesso le differenze retributive non ripecchiano le differenze
professionali ed allora è urgente ridurre tale divario. E' questo il punto di partenza per tracciare le linee di una nuova crescita economica, e , magari di un nuovo modello economico e sociale.
TAG:  FABRICA SIN PATRON  ARGENTINA  CRISI  ZANON  LAVORO 

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