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contributo inviato da professional consumer il 19 marzo 2012

Dai resoconti  ufficiali degli organismi internazionali risulta che le famiglie italiane sono sempre più indebitate.

Tra prestiti e mutui il ricorso a banche e finanziarie sfiora la soglia dei 300 miliardi. Di questo monte, 51 miliardi sono l'intero appannaggio del Credito al Consumo, con una crescita dell'11,2% annuo.

Insomma, cifre alla mano, stiamo facendo un buon lavoro, consumiamo a rotta di collo.

Si può fare di più?

Se consumo di più, mi indebito di più ma produco più ricchezza (solo il business del Credito al Consumo fornisce agli USA un +0,7% del PIL).

Svolgo egregiamente il mio mestiere. Non risparmio però.

Arriva l'OCSE,  mi bacchetta: nel rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico si invitano i lavoratori a risparmiare di più poichè, con le riforme previdenziali, riceveranno in futuro una pensione più bassa del 22%.

Con queste cifre dovremmo ridurre i consumi: giammai!

Bando alle ciance: la soluzione del guazzabuglio c'è. Belleppronta.

Se c'è del Lavoro nel consumare per fa crescere l’economia  lo rivendico con la forza contrattuale del Professional Consumer.

Se con la mia azione elimino le sacche di parassitismo e di rendita dal mercato rimetto in circolo più Valore.

Se metto in campo la mia Offerta di prodotto: tempo, attenzione, emozione, gola fino alla prodigalità, non potranno sottrarsi. 

Ingolfati come sono di offerta, faranno Domanda.

Li costringeremo ad acquistare, si potrà ricavare un tornaconto dal nostro esercizio; potremo così rifocillare la capacità di spesa, risparmiare, ripianare i debiti e bellamente continuare a consumare.

Ben oltre una futura,  crassa vecchiaia.

Fino alla morte!

 

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.wordpress.com

www.professioneconsumatore.org

 

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