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contributo inviato da Claudia Castaldini il 16 marzo 2012

Continua il calo complessivo dei consumi di petrolio, ma questa volta con cifre notevoli in un lasso di tempo breve, e con una marcata diminuzione del consumo di carburanti per i veicoli a motore.
Secondo un comunicato diffuso dall'Unione Petrolifera, tra il mese di febbraio 2012 e lo stesso mese dell'anno precedente si registra una diminuzione dei consumi di petrolio di 609.000 tonnellate, pari al 10,7%, il calo più intenso dall'aprile 2009, mentre i primi due mesi del 2012 mostrano una riduzione del consumo di 943.000 t, pari a 8,3% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Esaminando ciascun tipo di prodotto petrolifero, si nota che il consumo di benzina ha subito un calo del 20,3% nel febbraio 2012 rispetto al febbraio 2011, il gasolio autotrazione del 15,0%, mentre prendendo in esami i due mesi di gennaio e febbraio insieme, il calo è stato rispettivamente del 10,0% e del 9,4%. Lo stesso comunicato fa notare che le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite molto: del 18,9% in febbraio, o del 17,8% nei due primi mesi dell'anno.
Anche considerando il periodo della grande nevicata, e il giorno in più del mese bisestile, si tratta di valori che sono in grado di dipingere una situazione più generale, con la crisi economica, le minori disponiblità finanziarie, l'alto prezzo della benzina alla pompa. La tabella contenuta nel comunicato mostra quasi ovunque segni negativi, eccetto poche voci, tra cui il gasolio per riscaldamento, ATZ, BTZ, GPL.
Dal punto di vista economico, lo stretto legame tra consumi di fonti primarie di energia e sviluppo pone questi dati sotto una luce negativa, dal punto di vista ambientale, l'inquinamento che i prodotti petroliferi procurano pone gli stessi dati sotto una luce positiva.  Questo è precisamente il nodo che dobbiamo riuscire a sciogliere, come mai è stato fatto prima d'ora.  Riuscire a ridurre i consumi più inquinanti in fase di crescita economica sarebbe l'espressione della miglior condizione economico-ambientale possibile oggi, e la si può perseguire innanzitutto con la ricerca, con l'innovazione, e con l'efficienza nella produzione e negli usi finali di energia.    In particolare, i trasporti sono causa di esteso inquinamento e, per via della necessità primaria che coprono, costituiscono un problema di difficile soluzione. Non c'è altra strada che sostenere ricerca e sviluppo per veicoli a basso impatto ambientale che veda un impegno industriale in tale direzione, favorire il trasporto pubblico e collettivo, effettuato su rotaia invece che su gomma, diffondendo linee e mezzi, e scoraggiando il trasporto privato e i mezzi più inquinanti.

Il comunicato è tratto da:
http://www.unionepetrolifera.it/it/news/222

TAG:  INQUINAMENTO  ENERGIA  ECONOMIA  PETROLIO  CARBURANTI  MOBILITÀ  BENZINA  TRASPORTI  CRISI ECONOMICA  GASOLIO 

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