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contributo inviato da Achille_Passoni il 13 marzo 2012


Un sindacalista della Cgil nella Sicilia dell’immediato dopoguerra, sequestrato e barbaramente ucciso dalla mafia per la sua attività e il suo coraggio nella lotta per difendere i diritti dei contadini e dei braccianti. E’ questa la storia di Placido Rizzotto, che tornato dalla guerra partigiana si mise dalla parte dei più deboli, sfidando il potere della mafia con la sua attività sindacale che lo portò a diventare segretario della Camera del lavoro e a promuovere una cooperativa agricola per ottenere l'assegnazione delle terre incolte ai contadini.

Le indagini sulla sua scomparsa nel 1948 ebbero una svolta decisiva quando a Corleone arrivò un giovane tenente dei carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa, che nel 1949 arrestò due partecipanti all’esecuzione di Rizzotto. Pasquale Criscione e Vincenzo Collura confessarono di aver aiutato Luciano Liggio, l’esecutore materiale, a torturare, uccidere e gettare il corpo del sindacalista in una foiba a Roccabusambra, a pochi chilometri da Corleone. Dei resti furono effettivamente trovati, ma non c’è mai stata la certezza che appartenessero a Rizzotto, soprattutto perché i due arrestati ritrattarono la loro versione e furono assolti, assieme a Liggio, per insufficienza di prove.

Dopo anni di silenzio interrotti da qualche documentario, da un film di Pasquale Scimeca e soprattutto dalla lotta della Cgil, che non ha mai mollato nella ricerca della verità, la svolta: i resti di Rizzotto sono finalmente stati identificati pochi giorni fa, 64 anni dopo il suo omicidio.

E allora, come riconoscimento a un uomo che fece della lotta per la legalità e per la dignità dei lavoratori la sua stessa ragione di vita, non posso che unirmi all’appello de l’Unità per chiedere i funerali di Stato per Placido. E trovo molto bella anche la proposta della Cgil siciliana, affinché ogni comune d’Italia invii una pietra tipica del luogo di provenienza per costruire la sua tomba a Corleone. Sarebbe un bellissimo segnale per chi ogni giorno, ancora oggi, lotta contro le mafie e gli abusi, un simbolo di uno Stato vigile, che non può e non vuole dimenticare tragedie come questa.
TAG:  PLACIDO RIZZOTTO  MAFIA  CGIL  LAVORO  SINDACATO  SICILIA 

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