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contributo inviato da generosobruno il 7 marzo 2012

 

Erano i primi giorni di luglio, quando la Fiat, senza alcun preavviso, comunica l’intenzione di lasciare lo stabilimento in Valle Ufita abbandonando, di fatto, sul territorio nazionale, la produzione degli autobus. In pratica, dopo Imola e Termini Imerese, il Lingotto, con l’Irpinia, aveva deciso la chiusura del suo terzo stabilimento in Italia. Da alcune settimane, dall’intervista – lo scorso 24 febbraio - di Sergio Marchionne al Corriere della Sera, quando l’Ad di Fiat dichiara che se non dovessero funzionare le esportazioni verso gli Stati Uniti la Fiat potrebbe ritirarsi “da 2 siti dei 5 in attività” si è aperto l’interrogativo su quale dei suoi figli – per stare alla stessa citazione fatta da Marchionne in chiusura d’intervista – potrebbe cadere la scelta di Sophie.
E’ di avantieri, invece, la smentita del gruppo del Lingotto, confermata anche da una nota ufficiale del ministro Elsa Fornero, riguardo le intenzioni di Fiat di voler chiudere altri stabilimenti in Italia.
Una smentita secca, che ha provato a cancellare le ipotesi argomentate sia su Affari & Finanza, il supplemento economico di Repubblica, e sia sul giornale online Affaritaliani che, oltre all’analisi sull’attuale condizione del gruppo, pubblicava, credibilmente, un Product Plan “B” 2012-2016. Nella sostanza, a chiudere, nel piano “B” di Marchionne, sarebbero state Mirafiori e Pomigliano ed a farsi benedire, quindi, il sito di produzione più vicino al cervello torinese della multinazionale e tutta la retorica da neo-risorgimento, con il cuore già oltre la crisi, dello spot della nuova Panda di Pomigliano.
Non c’è motivo, al momento, di dubitare sulla bontà della smentita della Fiat e, neppure, sulle rassicurazioni del ministro Fornero affidate alla stampa solo dopo un’interlocuzione diretta con Sergio Marchionne e John Elkan ma, è già dallo scorso 24 febbraio, che, legittimamente, in Irpinia è opportuno porsi una domanda: Quanti sono i figli Sophie?
Nel romanzo di William Styron e nel film di Alan J. Pakula che, nel 1983, valse l’Oscar, come miglior attrice protagonista, a Meryl Streep, i figli di Sophie erano due e, di fronte alla drammatica scelta posta dall’ufficiale nazista, la madre, drammaticamente, decide, per poter salvare se stessa e l’altro dei suoi figli, di abbandonare, alla morte, la figlioletta.
Riguardo agli stabilimenti Fiat in Italia, invece, né nell’intervista di Marchionne al Corriere della Sera e, tampoco, in qualcuna delle analisi, successivamente, proposte dalla stampa in merito ai piani del Lingotto si fa menzione dell’Irpinia e del sito produttivo della FMA o delle sorti delle oltre duemila unità, tra occupati diretti ed indiretti, che il sito di Pratola Serra accoglie.
I posti di lavoro persi, alla FMA, dall’inizio della crisi hanno già superato le centocinquanta unità e, attualmente, anche il 2012 sarà, per evento improvviso ed imprevisto, un anno di cassa integrazione, è, per il 2013, ma l’ufficialità è stata demandata solo ad una corrispondenza tra Sergio Marchionne ed Emma Marcegaglia, la messa in produzione, per l’Alfa Romeo, di un nuovo motore a benzina a iniezione diretta, sostitutivo dell’attuale 1800cc Euro5.
Quindi, soprattutto per la FMA - che produce per il gruppo Fiat i motori del segmento medio/alto - restano centrali alcuni degli interrogativi di fondo riguardanti le prospettive del progetto “Fabbrica Italia” a cominciare dal tema del piano industriale – siti, produzioni e modelli - su cui, dal 2010, era previsto un investimento di almeno venti miliardi di euro.
Aldilà delle smentite esiste una grande preoccupazione sul futuro degli stabilimenti Fiat oltre che, più in generale, la necessità che questo governo assuma un’iniziativa, sul terreno delle politiche industriali, capace di offrire un sostegno adeguato alla nostra manifattura.
Al parlamento, invece, il compito di correggere anche l’art 8 del Decreto di Ferragosto. A cominciare dal nodo sindacale, invece, specialmente se a funzionare sarà l’endorsement di Sergio Marchiorre per Alberto Bombassei, con una Confindustria a trazione Fiat-Chrysler, potrebbero essere tempi duri per tutti, e non solo per i figli di Sophie.
 
Generoso Bruno
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