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contributo inviato da Claudia Castaldini il 2 marzo 2012

Secondo quanto si apprende, l'intesa sullo schema di burden sharing su cui si è raggiunta l'intesa nella Conferenza Stato-Regioni della quota italiana di rinnovabili fra le Regioni e le Province autonome prevede cifre molto diverse fra una Regione e l'altra, con gli estremi della Valle d'Aosta che supera il 52, e l'Emilia-Romagna che invece deve raggiungere soltanto l'8,9 al 2020.  I valori di partenza sono anch'essi molto diversi per cui alcune regioni devono impegnarsi per una forte crescita delle rinnovabili e altre molto meno, mentre sempre l'Emilia-Romagna ha un Piano Energetico che porta a superare abbondantemente la quota affidatale - con l'assunzione dell'obiettivo del 17-20% da fonti rinnovabili sul consumo finale in modo autonomo anche se il burden sharing fosse inferiore. Evidentemente le incoerenze persistono, nonostante il provvedimento sia importante ed atteso da tempo.
Un altro elemento di critica emerge dal contesto in cui si applicherà il provvedimento, e cioè il Piano d'Azione Nazionale per le rinnovabili dell'11 giugno 2010.  Quest'ultimo era già nato con incongruenze e cifre dubbie in molti punti (vedi post del  21 ottobre 2010), ma ora è già superato dai fatti. (Come accada che i provvedimenti di legge vengano superati così in fretta, è argomento di altra analisi...).     Per esempio, gli  8 GW di fotovoltaico previsti dal PAN al 2020 sono già ampiamente superati dai 12,9 GW già installati, come ci ricorda il "contatore fotovoltaico" del sito del GSE, ed ha ragione Assosolare a richiedere una strategia energetica nazionale che definisca e aggiorni il contesto in cui si va ad operare (e che come ricordiamo sempre in questa sede manca ormai da troppo tempo, mentre le incongruenze in tema di energia invece abbondano).
Restiamo dunque in attesa di una strategia globale per il nostro Paese, oltre che della firma del decreto e di altri elementi che definiscano l'insieme degli interventi in favore delle rinnovabili, come una cornice di regole che consentano l'utilizzo del biometano nella rete di distribuzione del gas, e un raffinamento e adeguamento degli incentivi alle rinnovabili con decreti che attendiamo da mesi.
 

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