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contributo inviato da Claudia Castaldini il 23 febbraio 2012

Fotovoltaico al posto dell'amianto:  l'iniziativa che sta procedendo con successo in Emilia-Romagna ha una veste simbolica non secondaria. Energia pulita invece di materiali altamente pericolosi, capaci di causare danni enormi alla salute e alla vita di migliaia di persone, come recentemente ci ha ricordato la sentenza Eternit.
Al bando della Regione rivolto alle imprese hanno risposto in 286, di cui 214 domande sono state accolte. Il bando finanzia la rimozione e lo smaltimento delle coperture di amianto e l'installazione di pannelli fotovoltaici, ma prevede anche la possibilità di coibentare gli edifici. I fondi stanziati ammontano a tredici milioni di euro per le imprese che rimuovono l’amianto (quasi 3 milioni di euro), per la coibentazione (3 milioni 500mila euro) e per l’installazione di pannelli fotovoltaici (6 milioni 500mila euro). L’intervento permetterà di liberare dall’amianto quasi 209.000 metri quadrati di tetti e coperture, e di installare oltre 23.000 kW di pannelli solari fotovoltaici.
23.000 kW, ovvero 23 MW di elettricità solare non sono pochi, se visti nel quadro di una diffusione complessiva di impianti a fonti rinnovabili che nel totale può ridurre notevolmente il ricorso alle fonti energetiche fossili, e portare al rispetto degli obiettivi comunitari in materia di energia.
L'amianto, o asbesto, è il nome comune di un insieme di minerali del gruppo dei silicati che presentano grande resistenza al calore. La struttura fibrosa che li caratterizza consente di utilizzarli in una varietà di modi, per la realizzazione di tessuti e indumenti, di guaine e coperture, ed effettivamente per decenni materiali in amianto, o in cemento-amianto, sono stati messi un po' ovunque.  L'amianto è stato utilizzato come isolante termico negli impianti elettrici, nelle caldaie, nelle macchine industriali, nelle coperture di capannoni, nelle canne fumarie, nei  vecchi elettrodomestici, nelle coibentazioni delle tubature, nelle vecchie stufe, caldaie, termosifoni.  A causa della sua pericolosità per la salute, l'impiego dell'amianto è vietato in Italia dal 1992, con la Legge 257, che regola anche le conseguenze sui lavoratori esposti.  Un blocco d'amianto in buono stato non comporta rischi; i problemi nascono con le fibre sottilissime, 1300 volte più sottili di un capello, che possono essere inalate. Le polveri contenenti fibre d'amianto possono causare tumori della pleura e tumori polmonari, con un grado di rischio molto alto.

Maggiori informazioni sul programma della Regione Emilia-Romagna si trovano al seguente indirizzo:
http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/amianto-e-fotovoltaico-13-milioni-alle-piccole-e-medie-imprese
 

TAG:  AMIANTO  ENERGIA  FOTOVOLTAICO  PANNELLI SOLARI  ELETTRICITÀ  ENERGIA ELETTRICA  ASBESTO  EMILIA-ROMAGNA  FONTI RINNOVABILI  ENERGIA PULITA  RINNOVABILI  COIBENTAZIONE  ETERNIT 

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