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contributo inviato da Achille_Passoni il 23 febbraio 2012


Calma, calma, calma! Una trattativa così difficile e politicamente delicatissima come quella sul mercato del lavoro non può essere condotta con tutto il nervosismo che la circonda in queste ore. Come se non bastassero le difficoltà oggettive legate al merito della materia, sulle quali si dibatte da anni, o la questione tutt'altro che secondaria delle risorse per l’universalizzazione degli ammortizzatori sociali.

Come se a rendere più complessa la trattativa non bastasse la concomitanza con la compagna elettorale per la presidenza di Confindustria e la relativa Opa lanciata da Fiat, o le difficoltà del sindacato che normalmente si palesano quando sono in discussioni riforme profonde, per di più all'indomani di manifestazioni contro la manovra Monti e alla vigilia dello sciopero della Fiom. Sciopero che, peraltro, non si limita certo alla vicenda Fiat - che lo avrebbe giustificato - ma riguarda direttamente e pesantemente il giudizio sul Governo, rendendo proprio quest'ultimo il tema dominante della giornata di lotta. E ancora, difficoltà ulteriori provengono dalla “sensibilità” del Pd su materie come queste, che chiamano direttamente in causa il rapporto con il sindacato, ma non solo - penso al sistema delle imprese, specie le PMI. E potrei andare avanti a elencare gli elementi che rendono ancora più complesso e intricato un negoziato cruciale per il Paese. Ancora non bastano quelli di cui ho parlato?

E' davvero necessario aggiungerci le dichiarazioni, le interviste, le forzature che un giorno sì e l'altro pure arrivano sul negoziato, “stiracchiandolo” da tutte le parti, le reazioni su questo e quello, gli ultimatum e chi più ne ha, più ne metta? E’ davvero una bella pensata discutere fra noi, in questo momento, su come si schiererà il Pd nella sciagurata ipotesi di un mancato accordo, anziché rispettare - perfino in religioso silenzio - l'esito del negoziato, o, fare il possibile per dare una mano affinché tutto finisca bene?

Che senso ha aderire alla manifestazione dei meccanici come ha fatto Fassina e poi, per le reazioni che ha comportato, avvicina una specie di bomba a Bersani affidando a lui la decisione sulla sua partecipazione? Tra l'altro, sapete bene che non mi sono mai piaciute le conte su chi va ad una manifestazione e chi no, ma se scelgo di andare non chiedo certo il permesso al segretario del partito.

Per concludere, mi pare che abbia ragione Angeletti quando riferendosi all'atteggiamento del Governo dice che un negoziato così non lo ha mai visto, ma quel giudizio si può, drammaticamente, allargare all'insieme del contesto. E allora calma, calma, calma! E oggi, intanto, il negoziato prosegue…
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commento di versoest inviato il 23 febbraio 2012
Rara voce "ufficiale" che a volte attraversa velocemente questo network, meglio di niente.
Se non fosse per la cortesia dovuta alla buona volontà di dialogo dimostrata, questo invito alla ragionevolezza provocherebbe infuriate reazioni, ovviamente non nel merito:l'invito è giusto.

Ciò che indigna è che l'invito venga dall'interno della politica che utilizza le indiscrezioni e la controinformazione per ragioni strumentali di visibilità e per tattiche di valutazione della forza dei gruppi per la solita lotta senza quartiere per le posizioni di potere nei Partiti.

Dispiace doverlo constatare proprio in corrispondenza di questa drammatica difficoltà generale e di grandi cambiamenti potenziali. L'invito a stare zitti è prima di tutto rivolto a voi: lavorate con dignità, una volta tanto, senza strategie di vantaggio e orecchio ai sondaggi, ma per quel bene comune che la maggioranza del Parlamento non ha mai nemmeno considerato non conoscendone il significato. Grazie.
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4 marzo 2010
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