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contributo inviato da Achille_Passoni il 21 febbraio 2012


Oggi la Cgil e il patronato Inca hanno presentato un dossier sulla previdenza incentrato sulle ricongiunzioni onerose imposte dal governo Berlsuconi - sulle quali il ministro Fornero sembra non voler intervenire - e sulle migliaia di lavoratrici e lavoratori cosiddetti "esodati" che a causa delle nuove norme pensionistiche vivono una situazione drammatica di totale incertezza, trovandosi senza stipendio, senza pensione e spesso senza nemmeno ammortizzatori sociali su cui contare.

Della questione dei ricongiungimenti mi ero occupato ai tempi della manovra estiva, tra le altre cose presentando un'interrogazione per avere chiarimenti sulla condizione dei lavoratori elettrici e telefonici, particolarmente colpiti. Riassumendo il problema in poche righe, la legge 122 del 2010 del governo Berlusconi ha eliminato la possibilità di trasferire gratuitamente all'INPS la contribuzione versata in fondi diversi, rendendola onerosa. La norma ha conseguenze pesantissime per migliaia di lavoratori che magari si sono trovati a passare dal pubblico al privato pur non cambiando mai lavoro (ad esempio a causa di privatizzazioni e processi di esternalizzazione) e che ora devono versare cifre incredibili all'INPS - anche centinaia di migliaia di euro che corrispondono peraltro ai contributi già versati in altri fondi - per poter ottenere la ricongiunzione. E' una vera ingiustizia che tra l'altro finisce per discriminare anche chi ha cambiato più spesso datore di lavoro, magari per rimettersi in gioco passando dal pubblico al privato, con buona pace della retorica sulla monotonia del posto fisso.

Per quanto riguarda gli esodati niente di nuovo, è una questione di cui ho parlato ampiamente sul blog. Sia alla Camera che al Senato abbiamo provato a inserire nel milleproroghe la possibilità per questi lavoratori di derogare dalle nuove norme, consentendo loro di andare in pensione con la vecchia normativa e non dover rischiare di restare per anni senza lavoro e senza pensione, ma il ministro Fornero ci ha chiesto di affrontare il problema in un altro e successivo provvedimento.

Resta però, nel frattempo, il dramma di migliaia di lavoratori costretti a vivere nell'incertezza, tra i quali moltissimi che avevano firmato accordi collettivi e anche individuali - volontariamente o "spinti" a farlo dall'azienda per evitare il licenziamento - che rischiano di restare carta straccia, dato lo stravolgimento delle regole. Il Ministro deve intervenire al più presto: queste persone attendono risposte chiare, anche perché il meccanismo individuato dalla nuova riforma - la deroga sarà consentita solo nel limite consentito dalle risorse di un fondo apposito, la cui entità è però ancora da stabilire - rischia di trasformare un diritto in una lotteria, in cui qualcuno vince e molti altri perdono.

E mi sembra evidente che non è certo così che può funzionare un sistema dal quale dipende il benessere e la dignità di migliaia di persone.
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