.
contributo inviato da verduccifrancesco il 18 febbraio 2012
Universi Paralleli di Ilenia Tiozzo
Ansa
Nel milleproroghe dell’anno scorso (governo berlusconi) c’era pure la “tassa sulle disgrazie” (nome alquanto infelice dato alle calamità naturali) dove si stabiliva che, le regioni, prima di chiedere aiuti allo stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare i fondi necessari.
Sei regioni avevano impugnato il provvedimento e ora, la consulta, ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento.

Un provvedimento simile è indice di un modo di fare ipocrita perché, se da una parte si afferma di non voler aumentare le tasse, dall’altra si aumentano in modo subdolo scaricandone la responsabilità sugli enti locali.
A venire in aiuto a questo modo di fare è il federalismo fiscale che, se pur dichiara l’autonomia degli enti locali, in realtà si scarica loro addosso la responsabilità del recupero dei fondi senza, però, diminuire le tasse allo stato.

La decisione della consulta è un passo importante nella “lotta” al federalismo leghista perché sancisce la centralità dello stato in merito alle calamità naturali. Centralità che non può essere messa in discussione - almeno finché non si definisce un nuovo metodo di acquisizione delle tasse - perché è lo stato il primo destinatario delle tasse e a lui tocca far fronte agli oneri derivanti dalle calamità casomai andrebbe rivisto l’impianto delle priorità della spesa.
Predisporre un fondo per le calamità, sarebbe un buon metodo per non trovarsi impreparati di fronte a spese eccezionali e dover chiedere soldi attraverso la formula, anch’essa obbrobriosa,delle accise che, tra l’altro, superata l’emergenza, non vengono mai tolte.
TAG:  CONSULTA  EMERGENZE  CALAMITÀ 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
10 marzo 2009
attivita' nel PDnetwork