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contributo inviato da Claudia Castaldini il 12 febbraio 2012

La scomparsa di Guido Fanti riporta all'attenzione collettiva la Bologna di 40-50 anni fa e i suoi noti Sindaci. Si rischia di far retorica, sembrano nomi da vecchia guardia. Ma è possibile ricondurre a quella esperienza di governo della città qualche trama di protezione ambientale, qualche regola che ha migliorato l'ambiente urbano?  In un periodo in cui di ambiente si parlava ancora ben poco, e lo sviluppo economico non badava agli impatti ambientali è possibile trovare una traccia valida?
Ebbene sì, è possibile, eccome. In poche righe, gli elementi di una costruzione che nel suo complesso ha caratterizzato lo sviluppo della città negli anni a seguire:  la pedonalizzazione di Piazza Maggiore, la salvaguardia della collina, il Piano regolatore, le aree per l'edilizia popolare in cui non manca niente, dagli uffici di quartiere, alla biblioteca, al grande parco pubblico. 
Bologna si trova a ridosso delle prime colline che delimitano l'Appennino, dalle quali il panorama include tutta la città, la pianura e, nelle giornate più terse, persino le Alpi:  quanto sarebbe stato appetibile, e quanto è appetibile ancora oggi, agli speculatori dell'edilizia il territorio della collina bolognese? 
Invece, la collina di Bologna è una delle pochissime colline urbane italiane (e non solo) rimaste sostanzialmente intatte. In un periodo in cui le pressioni delle organizzazioni ambientaliste erano ancora lontane nel tempo, e in cui la frenesia della ricostruzione post-bellica era ancora presente, gli amministratori della città e i tecnici che li affiancavano decisero di tutelare un territorio che ancora oggi colpisce il visitatore per la quasi ininterrotta fascia di verde che sovrasta la città.
Organizzazione della città e della sua crescita, insieme al senso del sociale e del paesaggio, hanno caratterizzato quegli anni e quelle esperienze di governo, per questo ne resta un segno così forte. E la verde collina di Bologna può essere assunta a simbolo di quella stagione, contro ogni tentativo di alterarla, presente e futuro.
 

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