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contributo inviato da baratt0907 il 11 febbraio 2012

Intervento all’assemblea
di soci  e simpatizzanti
del 15 gennaio

Mi presento dimissionario a questa assemblea dopo aver verificato
l’esistenza di una candidatura a portavoce dopo le mie dimissioni sostenuta da un
consenso maggioritario all’interno del partito.

Faccio i migliori auguri a Dario Bassini, che essendo l’unico candidato verrà sicuramente eletto, Lo attende un impegno
gravoso ,che almeno per me è stato affascinante.

Penso che il nostro circolo meriti il rispetto di un portavoce attento
ed appassionato, per questo mi ha molto infastidito sentire che si candida affermando che lo fa ma che non ha tempo

Spero di udire oggi parole di tono diverso.

1. IL COMMIATO

Io sono fiero di ogni istante che ho dedicato al circolo a partire dal
mese di luglio del 2008.

So di aver guidato il partito pur esprimendo una minoranza interna
allo stesso. Legittimato a lungo più dalla mancanza di una alternativa
che da un voto maggioritario. Ma anche in queste possibilità sta il
fascino della politica.

Consapevole di questo NON mi sono dimesso dopo i risultati delle
consultazioni provinciali, come mi è stato fatto notare, ma faccio anch’io notare, che alle primarie nazionali fu largamente maggioritaria la lista che rappresentavo io, Mariangela sa bene, essendo stata
sindaco in una situazione simile, che a volte in politica si esprime
una leadership in cui l’inettitudine dei propri oppositori conta più
del proprio consenso. Poi questi si organizzano e la musica cambia.

Oggi, proprio come successo a lei dopo le ultime elezioni, mi faccio
da parte alla luce di una nuova maggioranza che si è palesata.

E’ la democrazia e come tutti ne accetto le regole.

L’essere palesemente in minoranza non è mai stata per me una
condizione limitante. L’obiettivo della mia gestione è stato quello
della costruzione del partito e del consolidamento della sua presenza
territoriale.

Grazie a chi ha collaborato penso che l’obiettivo sia stato raggiunto.

Gli iscritti sono passati da 27 il primo anno a 44 il secondo a 59 nel 2011 con un crescendo significativo anche a dimostrazione del buon lavoro fatto perche più in paese si vedeva il Pd più aumentava il consenso e l’attesa di vedere o sentire cosa proponevamo.

Ci siamo fermati a 57 + 2 stranieri e mi è stato detto di fermarmi per timore di averne troppi.

Avendo lavorato per il partito e non per obiettivi personali dico con
orgoglio che la mia condizione di minoranza è stata un valore
aggiunto, la miglior garanzia di libertà delle mie azioni.

Mi sono sentito più libero proprio perché sapevo di essere revocabile
su ogni singolo atto non appena qualcuno avesse saputo catalizzare
consenso.

2. IL LAVORO FATTO

Ho lavorato per ottenere risultati e con orgoglio sono a elencarli:

Abbiamo dotato il circolo di
- un sito internet
- una pagina Facebook attiva
- un giornale distribuito in tutte le case del paese e che spero continui
- bacheche pubbliche messe a nuovo rispetto alla condizione indecente
in cui versavano

Lascio il partito con una cassa per quanto mi risulta, attiva - anche grazie all’ottima
partecipazione allo spiedo di autofinanziamento da me voluto nelle
scorse settimane e cucinato magistralmente da Primo e Piero - e ringrazio indistintamente tutti coloro che hanno
collaborato alla buona riuscita della serata. Aggiungo qui i
ringraziamenti per la presenza ai gazebo per la raccolta di firme, ai
volantinaggi, senza dimenticare le mattine con il brulè.

Sono state possibili grazie all’impegno di molti. Vi auguro di
continuare su questa strada anche quando sarà svanito lo spirito di
rivalsa - che già mi è stato rappresentato - per dimostrare al
sottoscritto che c’è un Pd anche dopo le mie dimissioni.

Non ho mai mancato di rappresentarvi laddove richiesto. Lascio un
circolo riconoscibile a livello provinciale, presente con le sue
peculiarità nel dibattito del partito.

So che per alcuni il mio lavoro è stato solo quello di organizzatore
di convegni.

I fatti che ho appena elencato stanno a dimostrare il contrario, ma
non dimentico certo il lavoro che più mi ha gratificato, quello -
appunto - degli incontri pubblici, a partire dalla serata con Debora
Serracchiani con l’auditorium strapieno, con amici che venivano da
tutta la provincia ed altre sette serate meno partecipate ma non meno interessanti

Abbiamo avuto:
- l’ex ministro del lavoro del Governo Prodi: Tiziano Treu
- l’assessore provinciale al lavoro Giorgio Bontempi
- l’ex vicepresidente Aib (ora esponente Pd) Matteo Meroni
- il responsabile immigrazione della curia, Padre Mario Toffari
- quello sulle religioni e molti altri...

Mi spiace di non essere riuscito a far apprezzare e rispettare il lavoro fatto.

Resto convinto di aver toccato con i convegni i punti più alti del
dibattito politico a Pompiano negli ultimi 20 anni. Difficile dire il
contrario vista la caratura dei relatori.

3. LE DIMISSIONI

Avevo già pensato ad un passo indietro dopo aver riscontrato la scarsa
partecipazione della squadra che avevo pensato inizialmente.

Dopo un periodo di riflessione - vista la mancanza di alternative - ho
iniziato  a collaborare con il nuovo tesoriere, convenendo di invitare
tutti quelli potevano essere interessati, iscritti e non.

Con il tesoriere avevo convenuto che se ci fosse stato qualcuno che
pensava di  sostituirmi nell’incarico mi sarei messo da parte,
altrimenti non avrei mai lasciato la guida del circolo. Quel momento è
giunto e lo faccio senza rimpianti, senza rinunciare alle mie ragioni,
ma convinto di lasciare un oneroso onore.

Anche in virtù di questi impegni - che avevo preso senza giri di
parole - mi ha ferito personalmente leggere di congetture che avrei
fatto per indebolire il circolo forzando alcune dimissioni dopo le
mie.

Mi limito a rispedire le accuse al mittente ricordando che quando
dietrologie e giochi sporchi si rivelano infondate squalificano solo le
qualità umane e politiche di chi le ha ipotizzate.

4. LA TESTIOMONIANZA

C’è tratto distintivo del mio operato in questi anni a cui tengo
particolarmente. Un aspetto che so aver creato qualche fastidio anche
a qualcuno di voi.

Ho voluto essere, in ogni occasione, un punto di riferimento per far
emergere situazioni di disagio esistenti nella nostra comunità. Ho
voluto che se ne parlasse perché credo che il silenzio spesso sia
molto più dannoso della polemica.

Ricordate la vicenda di due tunisini che un imprenditore edile della
zona aveva messo al freddo  a sorvegliare in una baracca di lamiera al
freddo? Il Parroco di allora li ospitò in una delle camere vuote delle
suore  dell’asilo, ma le mamme dei bambini li fece cacciare.

E che dire del rifiuto del sindaco a dare una zolla di terreno per la
sepoltura nel Cimitero del corpicino di un neonato figlio di una
coppia di stranieri?

Anni prima nella Chiesetta dell’oratorio gremita di gente del paese
convocata dal curato, era emersa la consapevolezza della presenza
dello spaccio di droga, ma era emerso anche il silenzio dei più.

Io ho scelto la strada più difficile: quella della testimonianza. Una
parola in più anziché una parola in meno.

Perché temo l’omertà,
temo quando una comunità perde la speranza nel cambiamento,
temo gli sguardi impauriti di chi abdica alle urla leghiste
molto più delle stesse urla leghiste: come quelle sentite
all’indirizzo di Padre Mario Toffari in una delle serate in
auditorium.

Anche per questo ho cercato di catalizzare l’attenzione degli
immigrati, di farli associare, di provare a farli sentire comunità, un
gruppo riconoscibile.

Ho portato questi miei valori personali nell’azione politica, affinchè
la politica non si riducesse a un chiacchiericcio vuoto e dannoso.

Ve lo dico con un verso di Francesco Guccini che tutti conoscete: “Il
silenzio è uguale a morte”.

Non sono più il coordinatore Pd, ma la mia testimonianza continuerà.

Ho come l’impressione che da domani il Pd sarà - soprattutto in questo
- molto diverso da quello che io ho pensato. Ma mi chiedo allo stesso
tempo quale sia la differenza tra noi e gli altri se questo compito,
solidaristico, venisse meno.

5. IL FUTURO

Concludo con due riflessioni.

A. IL COMUNE

In questo periodo - pur non rinunciando mai a dire la mia, come ho
ritenuto giusto visto il ruolo da me ricoperto - ho lasciato mano
libera a Mariangela convenendo con lei sui nostri due ruoli, nell’impostazione del lavoro
amministrativo di opposizione. E’ nel rispetto di queste competenze
che ho preferito dare al partito orizzonti diversi da quelli della
lista civica rispetto a quanti mi dicevano di concentrarmi su temi più
locali.

Nelle mie intenzioni già socializzate il 2012 doveva essere il primo anno in cui
pensare a come riportare a livello locale il lavoro fatto pensando al
futuro anche sul tema elettorale. Credo sarà tra le priorità di chi
subentra.

Per questo vorrei conoscere l’ipotesi di lavoro in tal senso. Io avevo
immaginato un percorso di avvicinamento ai tanti moderati oggi
collocati nel centrodestra, che come ben conosciamo a Pompiano e con sensibilità più
moderate cosa
dirà il partito su questo tema? Quale sarà l’ipotesi di lavoro?

B. LA ZONA

Ho detto al responsabile organizzativo di zona che li abbiamo copiati,
anche il coordinatore di zona infatti in un primo tempo declinò l’invito alla candidatura proposta per primi da noi ma che poi in un secondo tempo accettò

Una curiosa coincidenza che - ve lo dico chiaramente - mi spaventa
perchè mi fa pensare che se c’è stato chi ha lavorato più libero
perchè in minoranza, ci potrebbe essere ora chi motiverà con più tempo a disposizione nonostante il gravoso impegno della gestione del Castello di Padernello fatta egregiamente .

Faccio riferimento al Pd di zona perchè credo che il futuro ci porterà
sempre più all’integrazione delle diverse sensibilità politiche ed
esperienze amministrative in una logica intercomunale. Tra le idee che
non sono riuscito a far passare c’è stata quella degli stati generali
della Bassa occidentale. Come si collocherà il Pd di Pompiano in tal
senso a partire da domani?

---

Concludo con una proposta di mozione che intendo presentare a questa assemblea.

Nell’ultimo numero di Informatore Democratico c’era un articolo sulla
situazione dell’oratorio che ho scritto io e sul quale ,per
opportunità, abbiamo deciso che fosse firmato dal circolo.

Avendo saputo successivamente che il Parroco si è risentito


chiedo che questa assemblea confermi con un voto palese per alzata di
mano la bontà della decisione della firma come circolo.

E’ l’unico atto di trasparenza che vi chiedo nei miei confronti.

Per quanto mi riguarda è tutto. Continuerò ad essere un iscritto al
partito democratico, con la passione politica che da sempre mi anima,
augurando buona fortuna a chi mi sostituirà.

Mario Armanini


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14 novembre 2008
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