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contributo inviato da Achille_Passoni il 10 febbraio 2012


Dal rapporto Ires della Cgil non arrivano buone notizie per il lavoro in Toscana. La situazione occupazionale non migliora: sono precari l'88% dei nuovi assunti nell'ultimo trimestre del 2011, mentre le ore di cassa integrazione a fine 2011 sono state 47.000.

A pagare il prezzo più alto - come nel resto del Paese - sono sempre i giovani: gli avviamenti calano soprattutto tra i 15 e i 24 anni (-9,7%) e tra i 25 e i 34 (-11,8%), continuano a diminuire i contratti a tempo indeterminato (-6,6%) e cresce invece il lavoro atipico e all'interno di questo quello intermittente fa il boom, con un +8%.

La fragilità del sistema economico toscano in questa fase risalta se si considerano gli investimenti delle aziende che, fatto 100 l'indice medio nazionale degli investimenti per addetto, vedono la Toscana a 87,1, al di sotto non solo delle regioni più sviluppate (107,3 Piemonte, 107 Veneto, 101 Emilia Romagna) ma anche di Basilicata (111,1) Molise e Sicilia (93,8).

Un allarmante cocktail di bassa occupazione e assenza di crescita che va affrontato al più presto. Dall'indagine inoltre, si scopre una inversione tra redditi e patrimoni. I più alti infatti sono i redditi dei lavoratori dipendenti, seguiti da autonomi, liberi professionisti, imprenditori. All'esatto opposto, i patrimoni più elevati sono quelli degli imprenditori, mentre agli ultimi posti ci sono quelli dei lavoratori dipendenti. Due relazioni che nel rapporto vengono spiegate così: i lavoratori dipendenti dichiarano i redditi, gli altri spesso evadono.

Insomma, dal rapporto Ires si individuano molte delle difficoltà che affliggono il mondo del lavoro e della produzione in regione e a livello nazionale. La Toscana, come avrete potuto leggere su questo blog anche nei post dedicati alle singole crisi aziendali, non è rimasta illesa dagli effetti della crisi: il vero problema restano l’occupazione e l’assenza di crescita.
TAG:  TOSCANA  LAVORO  IRES  DATI  CGIL  DISOCCUPAZIONE  PRECARI  AZIENDE 

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