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contributo inviato da verduccifrancesco il 8 febbraio 2012
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  Era da un po’ che il sig. borghezio non si faceva sentire, m’era venuto il sospetto che avesse dato le dimissioni dalla politica. E invece no! Purtroppo! E’ di oggi la notizia delle sue esternazioni sul maltempo che ha investito l’Italia dal nord al sud. Affermazioni che fanno la differenza tra la capacità del nord e l’incapacità del sud di affrontare le emergenze; il tutto, naturalmente, senza fare le debite distinzioni tra chi, vivendo in zone fredde e nevose, si è premunito dell’organizzazione e dei mezzi necessari per far fronte al problema neve e chi, invece, vivendo in zone calde e poco nevose, se non addirittura senza neve e freddo, non ha avuto nessuna necessità di premunirsi dei mezzi e dell’organizzazione per far fronte a simili emergenze.
Ovviamente, il sig. borghezio parla in generale sapendo che, se entrasse nei particolari, avrebbe dovuto ammettere che la dove i mezzi ci sono si è potuto far fronte, almeno in parte, manto nevoso e gelo permettendo, alla situazione.

Ma il sig. borghezio non è uomo di sottigliezze. Da bravo padanio, vive più di fantasie che di analisi scientifiche, di affermazioni volgar/dilettantesche/populiste che di un linguaggio sobrio e rispettoso dei costumi altrui.
Si sa che preferisce, di fronte all’evidenza, chiudere gli occhi per poter esternare la sua rabbia nei confronti delle popolazioni contrarie al suo credo. Preferisce negare l’evidenza e per farlo si costringe a ogni sorta di invenzioni a uso e consumo dei suoi adepti che, alle prossime elezioni, purtroppo, lo rieleggeranno. Ed è questo il punto focale della sua fortuna politica: l’aver sfruttato l’ignoranza (intesa come non conoscenza) altrui invece che, come politico, aiutarli ad emergere dalle caverne del localismo tribale.

Tutta la sua cultura è tesa a denigrare il diverso - dalla pianura padana in giù sono tutti incivili e pericolosi -, a combatterlo come il male oscuro. Come se il nord fosse la culla della civiltà e non viceversa. Naturalmente, il sig. borghezio si guarda bene dal chiedersi e verificare quanti nel nord Italia ed europeo condividono le sue teorie perché, se lo facesse, risulterebbe chiaro anche alla sua mente alquanto racchiusa nel suo giardino personale, che le sue idee sono condivise da una piccolissima parte del totale che. pur frazionato, rappresenta sempre la maggioranza.

Il sig. borghezio, purtroppo, è anche uno dei rappresentanti italiani al parlamento europeo. Un rappresentante che, anche in sede europea, non disdegna l’uso di un linguaggio grasso popolaresco adatto più alle vecchie taverne e osterie di paese che ai moderni bar dove, da decenni, il linguaggio è andato raffinandosi anche nei dialetti e dove la gente ha acquisito la capacità di discutere con cognizione di causa anziché lasciarsi andare ai sentimenti personali.

Insomma, il sig. borghezio dovrebbe imparare, oltre all’educazione, il linguaggio tipico di ogni civiltà. Quel linguaggio che permette la convivenza civile tra gruppi di persone o popoli diversi tra loro.
Alla luce di quanto detto sopra, è ovvio che il senso civico, di cui il sud con, tutti i suoi problemi, è molto più avanti del nord, manca proprio a lui e ai suoi adepti.
TAG:  EMERGENZA  LEGA  BORGHEZIO  SUD  CIVILTÀ  SENSO CIVICO 

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