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contributo inviato da verduccifrancesco il 7 febbraio 2012
La Repubblica
Anche a Napoli l'allerta neve "Ma cadrà solo se gira il vento" 
Un tempo, quando la società era “società civile”, l’esercito si metteva a disposizione in caso di emergenza territoriale. Oggi,  in base a una legge entrata in vigore dopo la fine del servizio di leva, anche l’esercito presenta la sua parcella in caso di aiuto nelle zone colpite da qualche calamità.
Succede, nell’attuale “emergenza neve” che copre quasi tutto il territorio italiano, che i sindaci dei comuni che hanno chiesto l’intervento dell’esercito per far fronte all’emergenza perché “i mezzi di cui dispongono non sono più sufficienti”, si son sentiti rispondere chel’intervento aveva un costo.

C’è da chiedersi come si possa, in una nazione civile, democratica e laica, arrivare a far pagare ai cittadini la messa in sicurezza delle loro vite - considerando che, comunque, i servizi pubblici, i cittadini li pagano con le tasse -  attraverso l’uso delle istituzioni, tra cui,i militari. Militari che, in tempo di pace, dovrebbero servire proprio a questo.
L’avere fatto una legge che lo permette, ed averla fatta in concomitanza col passaggio dal servizio di leva al servizio volontario, significa aver cambiato i valori dell’esercito stesso.
Certo, il primo compito dell’esercito è quello della difesa dei confini nazionali, ma questo significa anche difendere la popolazione che ci vive entro quei confini e, per esteso, aiutarla nei momenti difficili.
La legge, insomma, rende l’esercito non più al servizio del cittadino e, di riflesso, della popolazione tutta ma lo trasforma in un ente economico che, per sopravvivere, deve avere un utile.
Questo comporta un pericolo, in modo particolare per quanto riguarda la difesa del territorio: qualora lo stato non dovesse essere in grado di sopperire, economicamente, alle sue necessità, sarà costretto a cercare altrove le sovvenzioni necessarie alla sua sopravvivenza.

Si può dire che la mia sia un’esagerazione, ma se consideriamo i miliardi che sono necesari al suo mantenimento, il pericolo che l’esercito pretenda un’autonomia nei confronti dello stato, che, cioè, chieda la possibilità di esistere come ente privato, è reale.
E un esercito privato, non più controllato dallo stato, perciò neanche dai governi regolarmente eletti, può mettersi alle dipendenze di chi offre di più
TAG:  ESERCITO  COMUNI  EMERGENZA NEVE 

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