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contributo inviato da Achille_Passoni il 3 febbraio 2012


Con il decreto sulle liberalizzazioni approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 gennaio e ora in discussione al Senato, si è aperta la fase due del Governo Monti. L'obiettivo del decreto, come si è detto ampiamente, è quello di "liberare" alcuni settori dai corporativismi e favorire una maggiore concorrenza, in modo da provocare una diminuzione dei prezzi per gli utenti e una migliore qualità ed efficienza dei servizi. Il decreto affronta tanti temi con interventi molto positivi che vanno difesi in questi giorni, e con altri certamente meno incisivi, che vanno rafforzati. Sicuramente comunque, si può dire che in linea generale il decreto è positivo, anche se si poteva fare di più.

Andando per titoli, è certamente positiva in linea generale la separazione proprietaria della rete di trasporto del gas, anche se l’iter previsto per la separazione di Snam rete gas da Eni prevede, entro sei mesi, l’adozione di un provvedimento specifico. Sarebbe stato opportuno invece intervenire più rapidamente, dato che la separazione di Snam da Eni era già prevista fin dalla Finanziaria 2007 del governo Prodi, si tratta di un provvedimento che può contribuire in modo determinante all'efficienza della nostra rete di approvvigionamento e che può essere sinonimo di un abbattimento del peso della bolletta per gli utenti.

Per quanto riguarda i trasporti, è positiva l’istituzione dell’Autorità di settore, meno apprezzabile invece il fatto che, in attesa della costituzione dell’Autorità, le funzioni e le competenze di regolazione dei rispettivi mercati vengano assegnate all’Autorità per l’energia e il gas, che vigila in tutt’altro ambito di mercato.

Per quanto riguarda i carburanti, è positiva l’abolizione del vincolo di esclusiva nell’approvvigionamento da parte dei gestori delle stazioni di servizio, anche se la norma così come è prevista rischia di incidere solo su pochi impianti e di produrre scarsi effetti per gli automobilisti.

Positive anche le misure su settori da sempre oligopolistici come le assicurazioni (previsti provvedimenti per incentivare la lotta alle frodi) e le banche, con interventi sui conti correnti e sulle modalità di erogazione dei mutui. Troppo poco però: per quanto riguarda le banche non si possono prevedere significativi vantaggi concreti per il cittadino; per quanto riguarda le assicurazioni, non vengono affrontate questioni sollecitate dall’Antitrust come l’introduzione della figura dell’agente plurimandatario, l’abrogazione del tacito rinnovo del contratto RC auto, il divieto di modifiche unilaterali del contratto RC auto e la revisione del meccanismo bonus-malus.

Poi ci sono le misure più “controverse” riguardanti le professioni: viene potenziato il servizio di distribuzione farmaceutica, incrementato il numero di notai, facilitato il percorso di ingresso dei giovani con la riduzione del praticantato e la possibilità di incominciare sin dall’università. Tutte misure positive ma, anche qui, si poteva e si doveva fare di più. Lo stesso vale per i taxi: la competenza sull'offerta del servizio taxi passa all'Autorità di regolazione dei trasporti, cui spetta di definire l'incremento del numero delle licenze. L'aumento dei taxi sarà poi accompagnato da adeguate compensazioni una tantum per chi è già titolare di licenza, o utilizzando gli introiti derivanti dalla messa all'asta delle nuove licenze, oppure attribuendone a chi già le detiene, con facoltà di vendita o affitto. Si potranno inoltre rilasciare licenze part-time e i possessori di licenza avranno la possibilità di esercitare l'attività anche fuori dell'area per la quale sono state originariamente rilasciate, previo assenso dei sindaci.

Per un maggiore approfondimento su tutte le misure comunque, vi segnalo la scheda predisposta dal l’ufficio legislativo del Partito Democratico.
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