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contributo inviato da Claudia Castaldini il 2 febbraio 2012

Le parole della soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici Paola Grifoni durante un'audizione in commissione al Comune di Bologna, che si dice “terrorizzata dalle pedonalizzazioni, anche come cittadina sono contraria alla musealizzazione dei centri storici. Tutto è perfetto e bello ma appena chiudono i negozi si desertifica”, offrono un valido spunto per esaminare brevemente un tema importante per le nostre città.
Si tratta in genere di città ad elevato impatto ambientale, per le emissioni inquinanti dei veicoli a motore, per il funzionamento di caldaie obsolete, per la bassa efficienza energetica degli edifici, per la limitata presenza di aree verdi. I dati delle misure di presenza nell'aria di sostanze inquinanti e polveri sottili lo confermano. Le conseguenze riguardano innanzitutto la qualità della vita della cittadinanza e la sua salute, mentre la città nel suo insieme contribuisce alle emissioni climalteranti che modificano la composizione atmosferica mondiale e il clima. Risulta perciò necessario intervenire per modificare la mobilità cittadina, e per migliorare l'efficienza della produzione e del consumo di energia. Questo ragionamento lineare è così chiaro che credo sia difficile contestarlo.
Dunque in questo caso il punto è un altro: l'equiparazione tra l'uso del veicolo privato e la vitalità dei centri storici. L'idea che un ampliamento delle zone pedonali comporti desertificazione, carenza di passaggio, riduzione delle presenze, insomma uno smorzarsi della vita nei centri storici; che equivale all'idea che oggi l'unico modo per vivere la città sia percorrerla in automobile.
A mio avviso, sta accadendo esattamente il contrario:  i centri storici si svuotano progressivamente perchè diventa sempre più invivibile un'area urbana inquinata, dove automobili e autobus passano tutto il giorno e tutta la notte a qualche centimetro dalle pareti di edifici storici annerite dal fumo, dove i pedoni non hanno spazio per camminare tra le auto parcheggiate lungo le strette vie medioevali, dove è impossibile aprire la finestra senza essere investiti da odori di gas di scarico e rumori continui. Soltanto tra le conseguenze dello svuotamento per tali cause si annovera anche la destinazione notturna delle vie allo spaccio di droga.
Siamo un Paese di città con nuclei storici medioevali - quando non formati nell'antichità - inadeguati al traffico veicolare, e con la necessità urgente di ridurre l'inquinamento cittadino. Gli unici passi che si possono fare per cambiare le cose consistono nell'intervenire per una mobilità più leggera e aumentare l'efficienza energetica, migliorando la qualità della vita dei residenti e di tutta la cittadinanza. Non soltanto è necessario, ma non è più rinviabile un percorso di vivibilità che coinvolga l'ambiente urbano e che sia capace di modificare gli stili di vita della cittadinanza ritrovando il piacere di vivere in quelle che si annoverano tra le città più belle del mondo.
 

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