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contributo inviato da verduccifrancesco il 22 gennaio 2012
Corriere della sera
Attacco terroristico a Kano, seconda città della Nigeria. A sferrare l’attacco è stata la formazione fondamentalista islamica Boko Haram collegata al dfondamentalismo islamico di al- Qada.
Gli obiettivi degli attacchi sono stati gli edifici pubblici, stazioni di polizia, centrale dei servizi segreti e l’ufficio centrale per l’immigrazione. Gli attacchi sono stati sia dinamitardi che scontri a fuoco con l’uso di cecchini che hanno sparato contro le forze dell’ordine. Il risultato è stato di 150 morti tra cui molti civili. L’attacco sanguinoso è stato condotto contro lo stato nigeriano guidato dal presidente cristiano Goodluck Jonathan.
L’attacco è stato rivendicato, appunto, dal gruppo terroristico Boko Haram che si prefigge di combattere contro chiunque esprima idee contrarie alla legge islamica per l’affermazione dell’islamismo in Nigeria.

Si potrebbe dire che questo è l’ennesimo fatto di sangue in Africa commesso da gruppi terroristici che mirano ad espandere il potere islamico e, di conseguenza, il fronte della lotta tra occidente e islam. Si potrebbe anche dire che la colpa di ciò è dell’occidente per le sue politiche di rapina nei confronti dei paesi africani. Ma sarebbe affermare cose risapute e, pertanto minimizzare l’accaduto.  

Un attacco simile conporta una regia complessa che, a sua volta, ha bisogno di un’organizzazione capillare. Questo ci dovrebbe far riflettere sulla situazione italiana ed europea in merito all’immigrato mussulmano e la sua integrazione nel nostro sistema socio/economico/politico.
Ci dovrebbe, altresì, spingerci a porci almeno una domanda: è sufficiente che l’immigrato si comporti onestamente contribuendo al Pil e coprendo i “buchi” nella produzione o, invece, dovrebbe essere chiamato ad integrarsi nella nostra cultura laica?

Quello che emerge dalle analisi dei politici è, senza dubbio, la necessità di avere immigrati che contribuiscano al Pil e coprano i “buchi”. Questo, però, comporta la presenza di una massa consistente di persone che può non essere disponibile ad integrarsi nella nostra cultura laica e, pertanto, soggetta ad affermarsi come cultura indipendente. Questa affermazione avverrà attraverso l’acquisizione dei diritti fondamentali incluso quello di essere presente politicamente nelle istituzioni e, pertanto, acquisirebbero la possibilità di modificare la struttura costituzionale verso uno stato non più laico.

E’ per questo che si rende necessario intervenire affinché gli immigrati vengano invogliati ad accettare la cultura laica. Questo può verificarsi solo a patto che venga dato loro l’istruzione necessaria attraverso la scuola - ovvio che questo modo di agire sarà rivolto più ai minori e ai giovani che agli anziani o comunque a persone già avanti con gli anni - e che venga data loro la possibilità di avere la cittadinanza italiana che, però, deve essere legata all’accettazione dello stato laico.
Questo servirà ad evitare la formazione di zone - sia fisiche che culturali - ghettizzate dove i componenti sono respinti ai margini della società e, perciò, la vedranno come oppressore.
Se si dovesse arrivare a quanto detto sopra, il rischio che l’Italia e l’Europa diventino campo di battaglia tra le diverse fazioni sarà altissimo. A nulla serviranno le “leggi sugli immigrati”  perché serviranno/servono solo a delineare la distanza tra “loro e noi” senza risolvere il problema perché l’immigrazione non si arresterà comunque dato la situazione di alcune aree del pianeta che, tra guerre, regimi totalitari e siccità, la vita è diventata impossibile.
TAG:  IMMIGRAZIONE  NIGERIA  STRAGE 

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