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contributo inviato da Achille_Passoni il 18 gennaio 2012


Nei giorni scorsi ho incontrato la Rsu della Selex Galileo di Campi Bisenzio. Un'azienda che produce tecnologie all’avanguardia e rappresenta un'eccellenza nel panorama industriale toscano, radicata storicamente nel territorio del quale costituisce un'importante risorsa. Di cosa abbiamo discusso in particolare? Di una vicenda allucinante che trascina con se un "inedito" nelle relazioni industriali, vale a dire la rottura dei rapporti sindacali dell'azienda con la Fiom perché - udite, udite - si è permessa di rivendicare lavoro per l'azienda.

Ma andiamo con ordine. Il bando pubblicato qualche mese fa dall'Agenzia spaziale italiana per la realizzazione dell'occhio spaziale Opsis escludeva l'azienda per "assenza di capacità e competenze per tecnologie del genere". Così la richiesta di offerta è stata indirizzata unicamente alla Thales Alenia Space Italia (joint venture tra la francese Thales al 67% ed il Gruppo Finmeccanica al 33%) e alla Compagnia Generale Spazio di proprietà della tedesca OHB Company.

L'affermazione contenuta nel bando è poco credibile (per usare un eufemismo). Tant'è che il presidente Rossi in una lettera a fine dicembre precisa che la Regione Toscana ha destinato proprio alla ricerca in campo ottico e per sensori satellitari 3 milioni di euro di Fondi europei, mentre il direttore del Cnr di Sesto fiorentino Salimbeni ricorda come sia costante e continuo il rapporto e la collaborazione tra istituto di ricerca e Selex Galileo. Da qui una lettera di Rossi al ministro Profumo e una mia interrogazione, sollecitata dalla stessa Rsu, affinché il Ministro intervenga e riapra l'intera vicenda. E proprio ieri, apprendiamo dai giornali, il Ministro ha risposto al presidente Rossi annunciando a breve un incontro con il  presidente di Finmeccanica Orsi. Vedremo!

Tuttavia, le maggiori perplessità provenienti dall'incontro con i lavoratori riguardano le strategia della dirigenza locale e nazionale di Finmeccanica. Insomma qualcosa non funziona. Come è possibile che si faccia sfilare, in maniera palese, una commessa così importante come questa da 15 milioni di euro per la prima fase e 200 milioni per la seconda? Come è possibile che nessuno abbia pensato a impugnare un bando che per un presupposto perlomeno tutto da verificare ha escluso il settore dello spazio di Finmeccanica dalla partecipazione?

Ed è qui che si innesta la questione relativa all'interruzione delle relazioni industriali con la Fiom. La dirigenza locale qualche giorno fa ha deciso di interrompere le relazioni sindacali dopo che i lavoratori e la Fiom gli hanno chiesto spiegazioni di tale comportamento, rilanciando il tema del lavoro e della produzione.

Nel corso della mia visita, ho trovato i lavoratori molto preoccupati per il futuro di uno stabilimento che impiega tante persone e garantisce ricerca e innovazione al territorio fiorentino. L'assenza di notizie di un tavolo negoziale ufficiale e circa il processo di fusione in una nuova azienda (“new company": terminologia che ci inquieta, visti i precedenti Fiat), non aiuta certo a tranquillizzare il clima.

Da parte mia, come faccio da quando sono stato eletto, seguirò da vicino l'evolversi della situazione Selex Galileo, anche presentando un'interrogazione parlamentare al ministro Profumo per chiedere quali siano le soluzioni da sottoporre a Finmeccanica perché la commessa non si allontani del tutto dalla Selex Galileo.
TAG:  SELEX  GALILEO  TOSCANA  FIRENZE  CAMPI BISENZIO  LAVORO  SINDACATO  FIOM 

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