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contributo inviato da democratici-digitali il 15 gennaio 2012

Qui alcune foto su Facebook  dell'evento

riunione pd lazion

(da sinistra a destra: Jean-Léonard Touadi, Natale di Cola, Giovanni Bachelet, Marta Leonori e Fabio Salamida, coordinatore del Circolo PD Appio)

In verità i candidati "veri" in carne e ossa erano solo 2: Giovanni Bachelet  e Marta Leonori; mancavano Enrico Gasbarra  che si è fatto "rappresentare" da Jean-Léonard Touadi  e Marco Pacciotti  "rappresentato" da Natale di Cola.

Sintesi dell'incontro

Sala gremita nonostante l'orario (si è iniziati alle 21 e 30 e concluso dopo la mezzanotte!); inizio lento e un po' troppo "buonista" con i candidati (o i loro rappresentanti) impegnati a declamare le proprie buone intenzioni: un partito più aperto, primarie sempre, fuori la politica dalla sanità e dalle imprese controllate, valorizzare le differenze, eccetera, eccetera.
Poi la parola è passata al pubblico e finalmente la discussione si è infiammata e sono volati un po' di colpi bassi.

Premessa 1: come funzionano le primarie

Le primarie funzionano in questo modo; prima votano (entro il 22 gennaio 2012) gli iscritti al PD circolo per circolo. I candidati che raggiungono almeno il 5% dei voti passano "al secondo turno" nel quale votano tutti i cittadini e simpatizzanti nei "gazebo" (data già fissata: 12 febbraio 2012).
Il "vincitore annunciato" c'è già (almeno nei circoli): è Enrico Gasbarra appoggiato dai big del partito e accreditato di percentuali "bulgare" (dati noti al momento: votazione al circolo del Nuovo Salario: Gasbarra 85% gli altri 3 circa il 5% ciascuno; votazione al circolo di Grottaperfetta: Gasbarra 61%, Bachelet 25%, Lenori 13%, Pacciotti 1% )
Dunque presumibilmente nella consultazione tra gli iscritti Gasbarra sarà il più votato (70, 80%?) mentre i tre "piccoli" candidati (Bachelet, Leonori, Pacciotti) si divideranno i restanti voti con l'obiettivo di superare lo sbarramento del 5% e poi giocarsi tutto nel grande slam del 12 febbraio.

Premessa 2: chi sono i 4 candidati alle primarie

  1. Enrico Gasbarra è il "vincitore annunciato"; appoggiato da D'Alema e dai big del partito capitolino e regionale, già presidente della provincia di Roma, già vicesindaco di Roma, già consigliere regionale del Lazio, è deputato alla Camera e membro della commissione trasporti del Parlamento (qui il video  della presentazione della sua candidatura al Circolo dei Giubbonari, 14 minuti circa);  Gasbarra ha inoltre annunciato un incontro pubblico il 19 gennaio insieme a D'Alema)
  2. Giovanni Bachelet, deputato alla Camera in quota "Rosy Bindi", sostenitore della mozione Bersani alle primarie del 2009 ha svolto una lunga battaglia dentro il PD Lazio per arrivare alle primarie regionali (tra l'altro previste da statuto). È a mio avviso la candidatura più di "rottura" rispetto all'establishment del PD: si è autocandidato da solo e contro tutti e sta conducendo una campagna all'americana (qui il video della presentazione della sua candidatura il 15 dicembre 2011).
  3. Marta Leonori, 35 anni, direttore della fondazione Italianieuropei (sì quella di Massimo Dalema) è "sponsorizzata" da Ignazio Marino e Paola Concia. Fa parte dal 2009 della direzione nazionale del PD. La sua candidatura è stata una sorpresa dell'ultima ora, secondo alcuni proprio in ottica anti Bachelet. Per sapere chi è Marta ecco il video della sua (auto)presentazione  il 4 gennaio 2012 in un (imprecisato) circolo PD.
  4. Marco Pacciotti, già responsabile della Sinistra giovanile nel Pds e coordinatore della segreteria di Piero Fassino. Il suo programma si intitola " diritti a sinistra" (gaio gioco di parole …). È l'unico che chiama (ancora) i suoi supporter "compagni". A suo favore si è dichiarata Livia Turco.

Qui la mia analisi (molto critica) sui programmi dei 4 candidati.

I colpi bassi

  • Un segretario a tempo pieno (ovvero: Gasbarra si dimetterà da deputato se eletto segretario PD Lazio?): Giovanni Bachelet (deputato) ne ha fatto un punto centrale della sua candidatura e si dimetterà se sarà il prossimo segretario PD del Lazio; Gasbarra non risponde (per ora) al quesito. Leonori e Pacciotti (che non sono deputati) dichiarano che sono d'accordo con Bachelet. Il punto vero è che (con l'attuale legge elettorale) i segretari regionali hanno gran potere nel definire le liste elettorali: Bachelet vuole che il futuro segretario garantisca che non si ricandiderà al Parlamento nelle prossime elezioni.
  • Trasparenza patrimoniale: Bachelet ha pubblicato la sua dichiarazione dei redditi sul sito del Parlamento e chiede a Gasbarra di fare lo stesso. Nessuna risposta da Gasbarra (che però nel suo programma mette la trasparenza patrimoniale tra i punti salienti …)
  • Manifesti elettorali abusivi che imbrattano i muri di Roma (ovvero: quando si spende per la campagna elettorale?): Bachelet ha annunciato che non affiggerà nessun manifesto; costa troppo e si contribuirebbe al malcostume "romano" di affiggere abusivamente i manifesti (e poi cancellare tutto con una bella sanatoria …). Sul banco degli imputati sempre Gasbarra che proprio in questo giorni ha riempito Roma dei manifesti che annunciano il suo comizio con D'Alema. Marta Leonori ha però dichiarato che anche lei userà i manifesti perché a suo avviso Internet e il web non permette di entrare in contatto con tutti i possibili elettori (sic!)
  • Lavoro e articolo 18: Natale di Cola che nel dibattito rappresentava Pacciotti ha posto con forza il tema della difesa dei posti di lavoro e ha ribadito più volte che l'articolo 18 non si tocca (Di Cola lavora presso Cgil Funzione Pubblica) mentre gli altri candidati hanno preferito insistere sul punto che occorre favorire lo sviluppo per creare nuovi posti di lavoro.

L'appello per la legalità

Anche grazie alle "sollecitazioni" del pubblico è stato affrontato il tema della legalità e delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni e nei partiti. Anche il PD è stato più volte coinvolto, specie e a livello locale, in situazioni poco chiare, specie nel sud del Lazio.
Tutti i 4 candidati si sono dichiarati pronti a impegnarsi, quali che siano i risultati elettorali, per garantire la legalità ed il rispetto delle regole (legali, civili e di partito) nel PD.

Conclusioni

In un momento come questo in cui la politica è tanto disprezzata e sembra esistere un gap incolmabile tra partiti e cittadini mi sembra che questo incontro sia già stato un bel segnale.
Le primarie regionali del PD pur con tutte le polemiche che si porta dietro è dunque già di per sé una piccola vittoria della democrazia.
Il popolo del PD deciderà democraticamente chi sarà il prossimo segretario regionale e chi si è candidato ma non sarà eletto ha già dichiarato che collaborerà e darà il suo contributo al partito per le sfide che si avvicinano (elezioni locali e nazionali).
A mio avviso i programmi e i discorsi dei 4 candidati sono ancora troppo rivolti ai soli militanti ed iscritti: gran parte dei temi di cui si è discusso nell'incontro risulterebbe del tutto incomprensibile ai cittadini non iscritti che vorranno partecipare alle votazioni del 12 febbraio.
Sono quindi molto curioso di vedere come cambieranno i "messaggi" dei candidati dopo il primo turno interno.
Il mio suggerimento: il paese è molto più avanti di quanto la politica pensi; la voglia di partecipazione è in aumento e non in diminuzione; le vecchie classificazioni politiche e partitiche sono "moribonde", le nuove tecnologie offrono opportunità (di partecipazione) che sarebbe miope lasciare solo ai grillini e ai radicali (e ai dipietristi che hanno recuperano molto terreno su questo punto); quindi: messaggi chiari e innovativi, trasparenza, partecipazione.

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