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contributo inviato da moreno bucci il 10 gennaio 2012
Tutto in prati cominciò con il rigetto del referendum da parte di Francia e Paesi Bassi sul Trattato per la costituzione europea. Alla base di questi comportamenti del corpo elettorale vi furono, come sempre accade, motivazioni di politica interna ed errori madornali da parte di un settore sostanziale del Partito socialista francese che faceva capo a Fabius. Ma tant'è. Del resto la Gran Bretagna none ra poi così entusiasta di quel Trattato; Francia e Olanda le tolsero le castagne dal fuoco quando ancora a Londra non si pensava di aprire il dibattito sulla ratifica. Del resto l'atteggiamento attuale di Calderon rende conto molto bene del sentimento europeista di questo paese, sempre tentato di tenere un legame preferenziale verso gli USA e pieno di dubbi verso il continente oltre Manica.

Oggi siamo in una situazione grave ma non necessariamente disastrosa. Con una buona dose di coraggio e con una condotta politica di alto livello si può rimediare a tutto.
L'unica cosa che non va perseguita, a nessun livello, nemmeno di chiacchiera, è di pensare di poter abbandonare l'euro o di rompere la zona euro. Questo porterebbe  l?unione alla mercé degli altri che farebbero i loro interessi e non i nostri.

Il Trattato aveva previsto situazioni di questo tipo. L'art. III-159 recitava così:

“Qualora‚ in circostanze eccezionali‚ i movimenti dicapitali provenienti da paesi terzi o ad essi

diretti causino o minaccino di causare difficoltà gravi peril funzionamento dell'unione economica e

monetaria‚ il Consiglio, su proposta della  Commissione, può adottare regolamenti odecisioni

europee che istituiscono misure  di salvaguardia nei confronti di paesi terzi‚ per un periodo non

superiore a sei mesi, se tali misure sono strettamentenecessarie. Esso delibera previa 

consultazione della Banca centrale europea.”

Questo era e resta un principio generale di "buona politica", che non è attualmente fondato su un trattato, ma che resta una linea di condotta necessaria per far fronte alla situazione che si è venuta a creare.

E' necessario riempire di contenuti queste indicazioni di largo raggio. Linee che siano in grado di sfociare in provvedimenti utili ed efficaci, senza limiti temporali.

Ci può stare il trattato sulla gestione dei bilancio, che vincola gli stati al rispetto dell'equilibrio, ma ci possono entrare anche gli eurobond, la Tobin tax e perfino la possibilità che la Banca Centrale Europea si faccia, al pari di qualunque altra banca sovrana, istituto di ultima istanza, fino ad emettere moneta per dare liquidità al sistema della zona euro.

Ecco, la Repubblica Italiana, riacquistata la legittimità morale per svolgere il suo lavoro all'interno dell'Unione europea (situazione che si era perduta con il precedente governo offuscato dalla mancanza di linea politica e da avvilenti situazioni di costume) può svolgere opera proficua per giungere a politiche di alto livello che aiutino a superare la difficile situazione nella quale l'Unione si trova.

Fondamento di questa possibilità e capacità di agire in campo europeo e internazionale è comunque il controllo della situazione interna, politica e parlamentare, senza la quale il Governo Monti rischia di essere risucchiato da problemi di piccolo cabotaggio interno. 

Per far questo è opportuno che il Governo non dia niente per scontato e decida l'agenda dei provvedimenti curando i rapporti con le realtà economiche, sindacali e sociali, sempre ponendosi l'obiettivo di cercare soluzioni interne che aiutino soluzioni europee.

TAG:  TRATTATO COSTITUZIONALE EUROPEO  EURO  EUROBOND  TOBIN TAX  BCE  MONTI 

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