.
contributo inviato da car me lo il 10 gennaio 2012

In Italia si è incentivato un sistema basato tutto sulla scuola, creato Università in ogni città, creato aspettative per  far diventare i nostri figli ingegneri, dottori e avvocati ma nel contempo ed in special modo in quest'ultimo periodo lo stato cioè i governi, hanno mal finanziato sia la cultura che la stessa scuola, o nel miglior modo, le hanno finanziato come se fossero solo pesi da dover sopportare. Così come sulla ricerca, e questo è noto a tutti, che molti dei nostri migliori ricercatori varcano la frontiera per dare il loro contributo e prestigio ad altri paesi molto più, diciamo ironicamente, ospitali del nostro.

Così ed in buona parte pure per questo abbiamo perso, in questi ultimi ventanni, altre nostre non meno importanti capacità e qualità, quali per esempio quelli legati alle attività artigianali, che facevano e che ancora fanno parte del: nostro bagaglio culturale, della nostra formazione  imprenditoriale, del nostro tessuto produttivo. Questi hanno certamente contribuito negli anni passati a far grande questo paese. Mestieri che purtroppo si sono persi per strada, mestieri che abbiamo via via abbandonato e lasciato intraprendere a chi veniva, varcando le frontiere, da emigratato nel nostro paese.

Quanti artigiani hanno abbandonato il loro lavoro perchè si sono trovati e per varie contingenze dentro un sistema molto più grande di loro, diventato sempre più insopportabile sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista delle motivazioni. Ebbene così facendo abbiamo, anche se per fortuna non del tutto, distrutto la nostra economia di base e il nostro patrimonio di conoscenze e di saperi che stava alla base della nostra società produttiva.  Globalizzati, abbiamo intrapreso una strada opposta a quella invece della cultura  radicata che era propria degli artigiani e ci siamo allontanati via via sempre di più da quei sani mestieri che ancora oggi potevano essere parte della soluzione e che  invece li abbiamo abbandonati e fatti diventare addirittura un problema.

Un mondo dove si poteva ancora investire, un mondo dove si potevano concentrare sforzi anche economici da parte dello stato lo si è al contrario abbandonato a se stesso. A questo ci mettiamo pure che i vertici delle categorie di settore non hanno saputo nè contrattare, nè favorire la nascita di una rete produttiva e moderna ma si sono limitati a difendere una rete fallimentare e decadente.

Questo è stato un errore irreparabile perchè attraverso condizioni più favorevoli buona parte della forza lavoro giovanile e non, poteva essere ancora occupata in questi settori. Cosa si poteva fare e non si è fatto, sarebbe bastato per esempio che lo stato avesse avuto la lungimiranza di favorire attraverso incentivi, anche di natura economica e facilitazioni burocratiche, tutte quelle attività artigianali che avessero attivato un circuito virtuoso tale che a partire dalla formazione vera e propria si fosse concretizzato in ultimo in vera e concreta occupazione. 

Quanti posti di lavoro ci sarebbero stati ancora attivi?   

Oggi invece sempre più attività cessano la loro vita produttiva nella disperazione e nell'abbandono più totale e soprattutto senza avere in attivo alcun ricambio generazionale.

I figli degli artigiani sono diventati tutti dottori, sono diventati tutti ingegneri, sono diventati migliaia e migliaia di avvocati.

 

 

 

 

TAG:  "LAVORO" "OCCUPAZIONE" 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di grandmere inviato il 13 gennaio 2012
Guarda, car me lo ! Credo proprio che il lavoro offerto sia lavoro buono, regolare e pagato secondo i contratti di categoria... ma qui da noi i giovani vogliono giustamente fare lavori secondo il titolo di studio e chi resta senza lavoro in età adulta non può essere certo assunto come apprendista... quindi mancano molti operai in queste aziendine ...
commento di car me lo inviato il 11 gennaio 2012
Magari non assumono e i tempi di consegna si dilatano; magari non lo fanno perchè assumere un operaio con il passare del tempo è diventato, per una piccola azienda, troppo oneroso e per chi oltre a dare un lavoro deve compiere anche la formazione è più gravoso, una specie di scuola di vita che forse doveva avere trattamenti più consoni da parte dello Stato; magari, cara Grandmere tanti offrono purtroppo il lavoro soltanto in nero. Sta di fatto che siamo combinati davvero male nel campo del lavoro artigianale.
Ma questa forma di scollamento con il mondo del lavoro e della impossibilità di poter stare sul mercato sta verificandosi anche nel mondo delle professioni. Tra non molto scompariranno, o si ridimensioneranno diverse figure professionali. La tendenza è quella di eleminare la figura del piccolo professionista, quello che ti sbrigava la pratica al catasto, o quello che ti risolveva un problema fiscale rilasciandoti poi regolare fattura e sono tanti. La tendenza è di creare gruppi di potere associati capaci solo loro di stare sul mercato, un professionista singolo non potra mai affrontare il carico di spese quali obbligatoriamente si presenteranno nel prossimo futuro e cioè: assicurazioni, spese legali, spese di aggiornamento professionale, spese legate alla stessa professione, quelle di natura fiscale, quelle relative alla pensione etc. Tutte spese che potranno essere affrontare se non da chi avrà le spalle coperte che poi sono sempre gli stessi. Sarà un bene per il paese lo sapremo presto. Ho la senzazione che nel prossimo futuro alcune delle professioni subiranno seri sconvolgimenti e che molti lascieranno il proprio lavoro. Sara una tragedia per tanti.
commento di alby500 inviato il 11 gennaio 2012
Quando il Pd salvò Cosentino,Gennaio 2009: la Camera doveva votare le dimissioni del sottosegretario accusato di camorra. La Lega si schierò per lui, ma anche nell'opposizione qualcuno corse in suo soccorso, mentre altri si astennero o uscirono dall'aula. Chissà se hanno cambiato idea.
commento di grandmere inviato il 11 gennaio 2012
Vi racconto un episodio: è da quest' estate che ho ordinato una portafinestra con relativa griglia esterna ; la falegnameria cui mi sono rivolta è venuta dopo Natale a portarmi la prima parte del lavoro: sono oberati di lavoro e non trovano operai da assumere.

Gli errori sono stati commessi certamente dai governanti e dai dirigenti delle varie categorie, ma andrebbe anche sfatata una mentalità molto diffusa e piuttosto gretta, che considera il lavoro manuale con un certo disprezzo.
commento di car me lo inviato il 11 gennaio 2012
Si Cillo ma questo è tutt'altro discorso. La professionalità, la conoscenza, la bravura e la capacità di svolgere il mestiere, qualsiasi mestiere tu faccia dipende dalla tua personalità e dalla tua capacità di apprendere e di porre soluzioni ai problemi che ti si pongono davanti. Diventi bravo e/o sei bravo a risolverli allora sei anche un buon avvcato.
La mia, però è una riflessione che va più in avanti o forse più indietro, e so benissimo che per esempio per gli artigiani, tornando ad essi,ci sono stati ed esistono possibilità di finanziamenti per le loro attività anche gli strumenti non mancano ma le scelte della politica devono essere lungimiranti, le scelte della politica devono per esempio predisporre strumenti che vanno anche al di la dei singoli problemi e scenari futuri. L'industrializzazione e/o come sta avvenendo la deintustrilizzazione sono momenti della storia di un paese che passano soprattutto da scelte ben programmate o a seconda mal programmate. Basti pensare il fallimentare pacchetto Colombo per il Sud. Mentre un artigiano che insegna il proprio mestiere ad un ragazzo è un sano strumento di crescita e di lotta alla disoccupazione se moltiplicato per mille.
Quante scelte sbagliate si sono fatte in passato?
Ma la mia è e rimane solo una riflessione.
commento di cilloider inviato il 11 gennaio 2012
Carmelo...........non hai idea di quanta gente conosca che raggiunto un alto livello di specializzazione, abbia scelto dei lavori più umili...

Sai perchè?

Perchè se sei un bravo avvocato....te lo devono dire gli altri..
Se sei un bravo ingegnere idem...

e questi "altri" non sempre sono in buona fede.....

Se sei un bravo malgaro invece......il primo che mangia sei tu!

informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
29 marzo 2008
attivita' nel PDnetwork