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contributo inviato da Achille_Passoni il 8 gennaio 2012


Dopo quaranta giorni trascorsi nel penitenziario fiorentino di Sollicciano, un detenuto trentenne entrato in carcere per scontare una condanna a un anno per furto in abitazione si è tolto la vita: è il primo suicidio dell’anno nell'istituto che ho visitato il 24 dicembre scorso assieme alla senatrice Della Monica, al segretario metropolitano del Pd fiorentino Fabrizio Mecacci e a una delegazione del Partito Democratico cittadino in particolare per portare gli auguri ai bambini figli delle detenute, costretti a vivere anch'essi in carcere.

Mi sono occupato spesso delle difficilissime e a volte disumane condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti nel nostro Paese. Quella di Sollicciano è una situazione estrema, ma purtroppo comune a molti istituti italiani: oltre 1000 carcerati a fronte di una capienza regolare di circa 470 detenuti, mancanza cronica di risorse e di personale, celle affollate da persone in attesa di giudizio e da tossicodipendenti bisognosi di frequentare centri di recuperopiuttosto che il carcere.

Pubblico di seguito una lettera che mi è stata consegnata nel corso della mia visita, scritta da un gruppo di detenuti e inviata al Consiglio comunale di Firenze: un documento che spiega bene come sono costrette a vivere queste persone. Vi segnalo inoltre l’articolo di Antonella Mollica sul Corriere Fiorentino che parla del suicidio di ieri.

"Egr Sindaco, Spett Consiglio Comunale,

con la presente cogliamo l'occasione per partecipare anche noi a questo Consiglio che prevede l'audizione del Garante dei Detenuti Dott. Corleone. Gli argomenti che vorremmo sottoporVi sarebbero infiniti: è così raro far sentire le nostre considerazioni in ambito pubblico. Tuttavia ci limiteremo a quelle essenziali: per noi ma anche per la società civile che voi rappresentate e che prima o poi ci rivedrà presenti in essa. Il sovraffollamento è cronico: senza troppe parole, numeri: su una capienza di 400 posti, siamo in 1.100. Scusate la brutalità: un suino ha diritto in allevamento a 6,2 metri quadri a capo, noi ne abbiamo 2,6. Essere tanti vorrebbe dire avere a disposizione molto personale del Ministero, prima di tutto guardie carcerarie. Senza di loro noi non possiamo frequentare tutto ciò che serve al nostro reinserimento nella società che è lo scopo primario della detenzione: la nostra rieducazione ai valori di convivenza e civiltà. Le guardie sono sempre presenti per i nostri spostamenti dentro e fuori del carcere, per i vari corsi scolastici, per le diverse attività lavorative, alle visite mediche interne ed esterne. Tutto questo si rallenta, si dilata, insieme ai tempi di consegna della posta e dei pacchi; la cucine devono, con le stesse strutture per 400 persone, cucinare per 1.100 per tre volte al giorno. Tutto diventa difficile, rarefatto, facendoci vivere i giorni, i mesi e gli anni in un'Italia borbonica. E' questa la nostra rieducazione? O è affidata solo alla buona volontà dei nostri educatori, troppo pochi, pochissimi, a volte unico baluardo davanti ad un mare di richieste fondamentali per la nostra vita in carcere e futura, ma che si trasformano in inaccessibili. Le Associazioni di volontariato, che ringraziamo per l'impegno, non ce la faranno mai ad assolvere tutte le nostre richieste: siamo tanti e non veniamo da realtà semplici. Una soluzione migliorativa c'è, come sostenuto e proposto dal Garante Dott. Corleone: fare anche di Sollicciano un carcere di sperimentazione, senza aspettare leggi "svuota carceri", ma con azioni concrete:

1.I tossicodipendenti: accoglierli in comunità di recupero che sono preposte a ciò. Qui imparano ben poco e rientrano in società con lo stesso stato d'animo con il quale sono stati espulsi. Un dialogo fra Regione e Ministero potrebbe portare al raggiungimento di questo obiettivo.
2. Ultimo anno di detenzione: maggiore applicazione legge 199 per i domiciliari.
3. C'è l'esigenza di rivedere alcune leggi come la Cirielli, quella sulla tossicodipendenza e sugli immigrati: abbiamo amici di cella che neanche hanno fatto in tempo a vedere una città italiana che conoscono Sollicciano. E' invece importante la piena applicazione della Gozzini.
4. Sollecitiamo il rifinanziamento della Legge Smuraglia per la nostra assunzione con sgravi fiscali per le aziende. D'altro canto invitiamo le Amministrazioni pubbliche a fare gare rivolte alle cooperative sociali, nel rispetto della Legge 381.

Tutto ciò che affermiamo Sig Sindaco e Consiglio Comunale lo avete potuto accertare attraverso la Vostra presenza, qui a Sollicciano. L'impegno attuale degli Assessorati alla Sicurezza sociale del Comune e della Provincia saranno ridotti a causa dei tagli agli Enti Locali. E allora, quali prospettive per noi…? O si attivano degli strumenti o buttate via le chiavi. Infine Sig. Sindaco oltre ad invitarLa di nuovo con il Consiglio a Sollicciano, Le chiediamo di impegnarsi a portare all'attenzione del nuovo Ministro di Giustizia Dott.ssa Paola Severino queste nostre proposte di "cambiamento".

TAG:  FIRENZE  TOSCANA  CARCERI  REGIONE  DETENUTI  SOVRAFFOLLAMENTO  POLIZIA PENITENZIARIA 

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