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contributo inviato da verduccifrancesco il 5 gennaio 2012
A quanto sembra, il governo Monti è intenzionato a rivedere la tassa sull’immigrazione prevista in un decreto del 6 ottobre.
La tassa è modulata in base al periodo di permanenza in Italia e va da un minimo di 80 euro a un massimo di 200.

Secondo il ministro dell’interno,Annamaria Cancellieri e il ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, la legge andrebbe rivista facendo pagare la tassa in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare. Nessuna cancellazione, dunque, della legge, bensì una riformulazione della stessa.

Eppure, la lega non si trova d’accordo. A quanto sembra, però, non per la modifica in se ma per questioni di principio.
Secondo Maroni, il governo vorrebbe cancellare la legge e minaccia il ministro Cancallieri di non azzardarsi a farlo perché sarebbe una vera discriminazione nei confronti dei cittadini padani e italiani (da notare la distinzione). inoltre, afferma Maroni, sarebbe un attacco ai diritti dei cittadini che lavorano e pagano le tasse. Come a dire che gli stranieri non lavorano e se lavorano non pagano le tasse - deve saperla lunga, Maroni, sul fatto che gli immigrati non pagano le tasse, eh si, perché, alla fine, sono i datori di lavoro che versano le tasse. O no?
Comunque sia, chi lavora da regolare paga le tasse, che sia straniero o italiano. Inoltre, l’aumento dei prezzi derivati dall’aumento dell’Iva e della benzina, aumenti a firma anche leghista, sta mettendo in ginocchio italiani e stranieri, pertanto, le affermazioni di Maroni sono completamente fuori luogo dato che i sacrifici li fanno tutti i lavoratori e, ancor più, i disoccupati.

Invece, per l’ex ministro della semplificazione (ministero inventato di sana pianta per soddisfare proprio la lega), Roberto Calderoli, è una vergogna che i ministri del governo Monti, dopo aver accettato pesanti misure che colpiscono i nostri pensionati e lavoratori, ora si impegnino contro la tassa sul permesso di soggiorno. E continua, prendiamo atto che per il governo Monti non si deve chiedere nulla agli immigrati mentre s’è chiesto molto agli italiani.
Anche Calderoli dimentica che i maggiori disagi per i lavoratori, italiani e stranieri, e i pensionati sono il frutto della loro politica. Per far dimenticare ciò, i leghisti, mettono sempre l’accento sulla riforma delle pensioni; riforma che, comunque, non sapremo mai se la lega sarebbe riuscita a bloccare visto che il governo, di cui erano conpartecipi, l’aveva proposta anche se un po’ più dilatata nel tempo.

Dunque, da una parte la modifica di una legge che viene interpretata come cancellazione della stessa, dall’altra parte, l’addebito al governo Monti della loro politica. In mezzo, questa volta, ma non è la prima, gli immigrati ritenuti dalla lega, come sempre, criminali.

Concludendo, quello che più conta per la lega non è tanto la tassa sul permesso di soggiorno, quanto la possibilità di rendere sempre più difficile l’immigrazione regolare. Si, perché sono i regolari a pagare la tassa e non i clandestini.
TAG:  IMMIGRATI  TASSA  PERMESSO DI SOGGIORNO  LEGA  MONTI  GOVERNO 

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