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contributo inviato da verduccifrancesco il 23 dicembre 2011
qui la notizia
A qualche giorno dalla partenza degli ultimi militari dall’Iraq, ecco che esplode puntuale il terrorismo religioso che indica l’inutilità dell’intervento americano e della democrazia “importata”.
Gli attentati di Bagdad non lasciano dubbi sulla ripresa degli scontri tra le diverse etnie religiose e, in modo particolare, tra sciiti e sunniti. Gli attentati della capitale, a quanto sembra, si sono verificati in zone ad alta concentrazione sciita, il che lascia supporre l’inizio della lotta per il potere tra sciiti - lo sciismo rappresenta la maggioranza dei mussulmani in Iraq come in Iran - e sunniti - Saddam Hussein era di etnia sunnita.

A parte la lotta interna, di cui sicuramente sentiremo ancora parlare, sarebbe utile che l’occidente si facesse, prima di ogni altra analisi, un esame di coscienza per poter capire le conseguenze di certi interventi che, se anche fatti i con i migliori propositi - non è comunque il caso dell’Iraq, e, più in generale, non è mai il caso - non portano mai agli esiti sperati, anzi, portano sempre a esiti opposti. Che azioni invasive nella vita di intere comunità non sono mai la soluzione idonea a riportare la pace. Caso mai, la presenza di eserciti stranieri sospendono, momentaneamente, la lotta interna rimandandola più in la nel tempo.
L’esame di coscienza dovrebbe anche servire a far capire che gli interessi si possono raggiungere meglio con la diplomazia, anche quando si ha a che fare con le dittature, che con l’aggressione. Che è venuto il momento di tralasciare le false accuse per giustificare l’intervento militare dato che, alla fine il problema si ripresenta tale e quale.

Ciò che sta accadendo in Iraq ne è un esempio chiaro: i popoli devono trovare da soli la strada per la pace!!!!
TAG:  IRAQ  PACE  GUERRA  TERRORISMO  AMERICA   

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