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contributo inviato da fabio1963 il 16 dicembre 2011

 

Il grafico soprascritto ricavato dal sito della NASA (http://climate.nasa.gov/keyIndicators/), ci dimostra una correlazione tra la crescita di CO2, lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e l'aumento del livello del mare.

Da esso si nota come nel periodo 2005-2010 la CO2 sia aumentata di 2 parti per milione all'anno, causando uno scioglimento di 100 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno in Groenlandia e un aumento di 3,27 mm all'anno del livello del mare.

Grafico temperatura 2005-2010: anche in questo si nota una presunta flessione nel 2008 x la crisi economica

 

Tale grafico ricavato dai dati e modificato da Fabio Marinelli ci dice fondamentalmente 2 cose, una positiva ed una negativa:

  1. la prima notizia positiva è questa: la tacca dopo il 2008 dovuta alla crisi economica, ci fa vedere che basta poco per rallentare l'aumento della CO2;
  2. la seconda che è negativa ci fa notare che nonostante sia già in vigore il protocollo dell'accordo di Kyoto esso non è sufficiente a fermare la crescita della CO2 che comunque per fortuna appare essere solo lineare e non esponenziale.

Il vertice di Durban si è chiuso prorogando di fatto l'insufficiente accordo di Kyoto fino al 2015, intanto si dovrà fare un nuovo accordo più efficace, partendo dagli incontri del prossimo anno in Brasile.

La prima impressione favorevole è che i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) più il Messico non abbiano opposto come al solito veti, i quali veti non sono venuti nemmeno dall'ambientalista Obama.

Un accordo tra i BRICS e gli altri paesi occidentali sta diventando indispensabile, in quanto essendo stata ormai spostata la maggior parte della produzione industriale manufatturiera in questi paesi, di fatto sono i maggiori inquinatori insieme agli USA.

 

 

Dato che in questi paesi è molto importante anche la questione dei diritti umani, non essendo presenti statuti dei lavoratori evoluti, c'è chi ha proposto di fare un indice basato sulla capacità di realizzare prodotti senza sfruttare i lavoratori e senza inquinare.

Quindi oltre alla Carbon Tax, andrebbe proposta anche una Tassa sui Diritti, praticamente si calcolerebbero dei coefficienti basati su queste 2 variabili che andrebbero moltiplicati al prezzo dei prodotti manifatturieri.

Per contraccambiare i paesi evoluti dovrebbero cercare di far approvare una Tobin Tax su tutti gli scambi finanziari mondiali, per incentivare una definanziarizzazione dell'economia.

Il ricavato di queste 3 tasse ideali, oltre a riequilibrare gli scambi commerciali sotto forma di "dazio mascherato", andrebbe impiegato per finanziare la crescita dei paesi emergenti del terzo mondo.

Una fiscalità "energetica", insieme alla maggiore considerazione dei diritti umani, può portare ad utilizzare il problema ambientale per un riavvicinamento geopolitico tra i vari blocchi economici, per il superamento della crisi economica con beneficio di tutti.

 

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