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contributo inviato da nino55 il 12 dicembre 2011

  Luca Mercalli mette in risalto sulla prima pagina della STAMPA, l'equivocità delle 17 conferenze svoltesi sino ad oggi da parte degli stati di tutto il mondo per trovare un accordo sulla difesa del clima.

Le mancate decisioni a difesa del clima, continuano a produrre cataclismi in ogni parte del mondo, e a nessuno importa più di tanto, se crolla una parte di collina, o se il fiume X straripa e inonda strade e paesi.

Sembrerebbe che in tutto questo l'azione dell'uomo non sia determinante, che quasi quasi dobbiamo accettare la natura e le sue reazioni così come si manifestano.

Ma non è così, perchè il clima attraverso le mutazioni reagisce sempre più violentemente alle incurie dell'uomo.

Oggi è da irresponsabili, non mettere sullo stesso piano della crisi economica, la difesa del clima mondiale.

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commento di versoest inviato il 15 dicembre 2011
Il nostro futuro dipende da come agiamo nel presente, questo è un principio abbastanza sostenibile ignorando il principio di casualità che non è l'ultimo da considerare.

La ricerca scientifica si è rivolta alle tracce del passato che hanno rilevato imponenti mutazioni climatiche lungo le ere di esistenza della terra. Questo significa che la prudenza, apparentemente sospetta, di alcuni ricercatori nel valutare i motivi del mutamento climatico in atto è giustificata da dati oggettivi. Ovviamente è altrettanto vero che l'attività umana ha favorito l'effetto serra con le massicce emissioni di CO2.

E' su questo aspetto, più macroscopico, e perciò più verificabile che si concentra il tentativo, da Tokyo a Durban, di trovare i necessari compromessi socio-economici per diminuire l'emissione del gas.

Tutti sanno che l'emissione di CO2 è proporzionale alla combustione di combustibili fossili che sono anche quelli a miglior mercato, spiegare ai Paesi in via di sviluppo che dopo aver consumato e tuttora consumiamo, miliardi di tonnellate di tali prodotto, noi, ricchi occidentali, chiediamo a loro di limitarne l'uso è arduo.

In ogni modo gli effetti del mutamento climatico non fanno altro che aggravare il sistematico saccheggio e spreco delle risorse naturali che ben presto ci dimostreranno, salvo rinsavimento globale, come si estinguono le specie viventi.
commento di nino55 inviato il 14 dicembre 2011
D'accordo con te,Pasquino.Quel che è successo in 100 anni, non era mai accaduto in quasi 2000 anni.Le modifiche fisiche e chimiche apportate dall'uomo, ai materiali che usiamo, all'aria che respiriamo,alle acque dei mari e dei torrenti, rischiano in poco tempo di sconvolgere definitivamente il nostro habitat.
Paradossalmente gli stessi sostenitori di questo capitalismo accecato, potrebbero contribuire a mettere in sicurezza la salute e l'incolumità dei cittadini, creando nuovi posti di lavoro e ripristinando i luoghi devastati.
commento di pasquino50 inviato il 14 dicembre 2011
Purtroppo, nino, la difesa dell'ambiente che "provvisoriamente" ci ospita, cozza contro i principi fondamentali su cui si basa tout-court il "capitalismo":
lo sfruttamento dell'uomo e delle risorse "naturali" a lui connotate.
Finchè non si porrà radicale limite a tale "pensiero evolutivo", potremo solo augurarci una rapida "estinzione" dell'attuale forma di "specie umana" che affolla la "terra", perchè non del tutto dimostrabile il suo "essere superiore"...come forma evolutiva. :)
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