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contributo inviato da dianacomari il 6 dicembre 2011

Ecco l'intervento di Dario Franceschini alla Camera in occasione della presentazione della manovra del governo Monti:

 



"Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, lei ha premesso all'elenco delle misure contenute nel decreto un quadro sulla gravità della situazione nel nostro Paese, sull'emergenza, quell'emergenza e quella gravità di cui noi parliamo da due anni in quest'Aula. Non dimentichiamo e la sua missione - la nostra missione - è esattamente quella di salvare l'Italia.

La ragione sociale attorno alla quale è nato questo Governo - è un Governo sostenuto da una strana maggioranza parlamentare di avversari politici, che sanno di esserlo e sanno che torneranno ad esserlo alle prossime elezioni - è esattamente questa, e i dati di oggi, i dati dello spread, sono un segnale che, quando arrivano le misure, si può tornare a credere nelle capacità dell'Italia di uscire dalla crisi.

Tutti sappiamo che è stato difficile mettere insieme un decreto perché normalmente, nella normalità dei Paesi, dei sistemi costituzionali, c'è una maggioranza politica che si presenta agli elettori con un programma e poi gli atti sono dettati dalla coerenza con quel programma e dalla compattezza della coalizione.

Questa è una manovra che nasce, invece, come specchio della situazione inedita in cui ci troviamo ad operare, in modo duro e difficile; vi ringraziamo per il lavoro che avete fatto, lavorando in mezzo all'emergenza, ai vincoli imposti dall'Unione europea e all'esigenza di fare la sintesi possibile tra posizioni così alternative e così diverse. Sia noi che la destra, il Popolo della Libertà, probabilmente avremmo fatto due manovre diverse; avremmo rispettato gli impegni europei ma facendo due manovre diverse, tra di noi e diversa da questa.

Noi avremmo lavorato per una maggiore equità, per brevità riporto soltanto i titoli: un intervento più graduale sulle pensioni, uno scalone meno improvviso, non dimenticandosi di chi vede alzarsi l'età non mentre sta lavorando ma avendo già perso il lavoro, non dimenticandosi dei lavoratori precoci; avremmo voluto e vorremmo una franchigia maggiore per l'IMU sulla prima casa; avremmo voluto invece di più sui grandi patrimoni, sulle rendite finanziarie; avremmo cercato risorse sulle frequenze televisive e sulla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare. La destra, probabilmente avrebbe fatto altre scelte.

Signor Presidente del Consiglio, nessuna delle cose che abbiamo in mente e che le abbiamo detto negli incontri, in un momento complicato e difficile, è dettata dal problema dei voti e del consenso, ma sono dettate invece dal rispetto del principio, che non si deve mai dimenticare, di giustizia sociale perché ogni cittadino italiano, a cui in queste ore si va a chiedere un sacrificio, deve sentire, deve avvertire che il sacrificio è chiesto ad ognuno in base ai propri mezzi e che non ci saranno più furbizie, non si tollererà più chi da anni viola le regole ed evade, commettendo un delitto contro la propria comunità, una vigliaccheria contro la propria comunità, quella in cui vive.

Per questo noi vogliamo, e continueremo a lavorare ponendo un impegno molto forte sull'evasione fiscale; le proposte che le abbiamo fatto nell'incontro ufficiale e che quindi possiamo riportare qui, e che sono state, non totalmente, ma parzialmente positivamente accolte, miravano esattamente a questo: la tracciabilità dei pagamenti, anche se noi vorremmo meno di quei mille euro perché la scomparsa del contante rappresenta una grande modernizzazione del Paese; contante che crea nero e crea evasione.

Vorremmo poi un prelievo maggiore sullo scudo fiscale perché se si deve chiedere un contributo di solidarietà, lo si chieda a chi ha violato la legge, a chi ha esportato capitali illegalmente e ha pagato solo il 5 per cento. C'è un primo segnale in tale direzione e siamo soddisfatti che ciò abbia consentito di lasciare l'adeguamento dell'indicizzazione anche alla fascia di pensione tra i 460 e i 950 euro; è un primo segnale. Ricordiamo che basterebbe, oggi, far diventare quell'1,5 per cento sullo scudo fiscale il 2 per cento, per poter aumentare la fascia in cui indicizzare le pensioni, anche per chi prende millecinquecento, duemila euro.

Vorremmo che questo tema della lotta all'evasione, lo voglio dire anche al Popolo della Libertà, non fosse la nostra bandiera, vorremmo che il rispetto delle regole e la lotta all'evasione fiscale fosse una battaglia comune di tutte le forze politiche che siedono in questo Parlamento; che non c'entrassero niente destra e sinistra.

Noi insisteremo su queste cose, insisteremo nel tratto di strada che abbiamo davanti, sapendo che a questo siamo chiamati: mettere in campo idee, perché la sintesi si trova mettendo in campo le idee e difendendo le posizioni.

Oggi, lei riceve una forza da questo Parlamento, l'ha chiesta e la sta ricevendo. Queste scelte, la forza che anche noi, le forze politiche, i partiti, il Parlamento, le diamo con la nostra scelta - quella forza che per noi comporta anche qualche incomprensione con l'elettorato, perché voi siete un Governo tecnico, ma nella politica c'è il rapporto con l'opinione pubblica, con i ceti sociali che si rappresentano, che hanno drammi, che hanno bisogni e che ci chiedono a tutti di essere qui rappresentati - la usi per far sentire la voce e il peso dell'Italia sui tavoli europei; le chiediamo che torni l'orgoglio di un grande Paese fondatore dell'Unione europea. Questa nuova forza le chiediamo di usarla con l'Europa, con un grande Paese come la Germania perché dimostri più coraggio, che riscopra la sua vocazione europeista, che dimostri meno egoismi perché non è il momento degli egoismi.

Usi i sacrifici dolorosi che ogni italiano dovrà fare per avere forza su quei tavoli. Noi le chiediamo questo: di difendere il welfare come ragione fondativa dell'Unione europea, come carta della competitività del futuro, di chiedere una tassa sulle transazioni finanziarie sul piano europeo, di difendere il principio che la sovranità nazionale si cede alle istituzioni europee e non ci si rassegna ad una Europa fatta solo di accordi intergovernativi tra alcuni Paesi. Questo è il suo compito e questo è il nostro compito: non soltanto salvare l'Italia, ma salvare e costruire l'Europa".

Video dell'intervento di Dario Franceschini


 

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