.
contributo inviato da To_sow_a il 5 dicembre 2011
Oggi, durante l'udienza preliminare nella quale il gip  Maria Grazia Domanico doveva decidere il rinvio a giudizio per Berlusconi, un Ghedini shock deposita agli atti una sentenza del 28 giugno emessa dalla Corte di Strasburgo. Cosa diceva questa sentenza? Una cosa molto semplice, che è già riconosciuta nel nostro ordinamento, ossia che il diritto d'informare e di essere informati prevale sul segreto istruttorio, principio che è già presente nel nostro codice di procedura penale. La sentenza in questione riguarda una giornalista portoghese che, in un servizio televisivo del 3 giugno 1999, annunciava che all’ex direttore generale della polizia giudiziaria veniva contestato il reato di violazione del segreto istruttorio, mostrando in onda anche l’atto di accusa e un verbale. La Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso della cronista, che era stata incriminata nel suo Paese. I giudici si sono richiamati alla “libertà di espressione”, fondamento essenziale “di una società democratica. La stampa svolge un ruolo importante in una società democratica e deve informare il pubblico sui procedimenti giudiziari”.
Cosa c'entra con il reato contestato a Silvio Berlusconi? Una beata mazza. Berlusconi infatti non ha rivelato un segreto istruttorio ma un segreto investigativo. Dove sta la differenza? Semplice: il segreto investigativo copre le indagini fino all'intervento del PM davanti al giudice, quindi mentre il reato si consuma o sta per essere e gli autori del reato non sanno di essere sotto indagini. Il segreto istruttorio viene dopo (o meglio, veniva dopo), cioé nel momento in cui gli autori (o presunti autori) vengono iscritti nel registro degli indagati e nel momento in cui viene inviato l'avviso di garanzia. Da quel momento in poi inizia la fase d'istruzione, che nel nostro ordinamento non è più coperto da segreto dal 1989. Perché? Semplice, per formulare la difesa gli imputati devono sapere di cosa vengono accusati. Tutti gli atti depositati dal PM o dal querelante diventano pubblici, cioé servono a "istruire" il processo e formano prova del fatto contestato. Dal 1989 gli atti depositati in cancelleria dal PM e dalle parti sono pubbliche, cioé le possono conoscere tutti, basta presentarsi in cancelleria e richiederne copia.
Dal punto di vista della sicurezza pubblica dove sta la differenza?
Se qualcuno rende pubblico che c'è un'indagine in corso, i soggetti sotto indagine smettono di fare quello che stavano facendo o lo fanno con maggiori cautele per rendere più difficile agli investigatori il loro lavoro e gli impediscono di raccogliere le prove che occorrono per l'incriminazione. Niente incriminazione, niente reato. Niente reato, niente processo.
Se invece gli atti istruttori vengono resi pubblici dopo l'incriminazione le prove sono già state raccolte, c'è già stata l'incriminazione e l'autore del reato non può più impedire che il processo abbia luogo.
Quindi il voltafaccia di Ghedini serve a poco, visto che la Corte di Strasburgo sancisce una cosa già esistente da noi.

Perché Berlusconi ha rivelato quel segreto? Perché eravamo a natale del 2005, ad aprile c'erano le elezioni, i sondaggi lo davano in calo. Arriva questo signore, tale Roberto Raffaelli - che affittava le apparecchiature ai magistrati -  con i file delle intercettazioni tra Fassino e Consorte. Berlusconi gli promette eterna gratitudine e una settimana dopo le intercettazioni escono sul Giornale. Lui guadagna consensi e alle elezioni l'Unione deve accontentarsi di un pareggio. Niente toglie che quello che hanno detto e fatto i vertici dei Ds sia gravissimo, però se lui fosse rimasto in silenzio invece di preoccuparsi delle elezioni i magistrati avrebbero potuto beccare "i furbetti del quartierino" con le mani nella marmellata. Così si è beccato l'imputazione anche lui, che non c'entrava niente per fare la campagna elettorale. Un genio.
TAG:  D'ALEMA  FASSINO  INTERCETTAZIONI  CONSORTE  UNIPOL  LA TORRE  GHEDINI 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
3 dicembre 2011
attivita' nel PDnetwork