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contributo inviato da Claudia Castaldini il 1 dicembre 2011

C'è la crisi e abbiamo altro a cui pensare che non le questioni ambientali? Niente affatto, anzi, proprio il contrario, perchè l'inquinamento costa, e costa molti soldi, che vengono stimati in centinaia di miliardi di euro nella nostra Europa.
Secondo una ricerca dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (European Environment Agency, EEA), "Revealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe", l'inquinamento dell'aria in Europa è costato a tutti i cittadini tra 102 e 169 miliardi di euro nel 2009, dovuto ai 10.000 impianti di maggior impatto in attività. Ogni cittadino europeo ha pagato nel 2009 circa da 200 a 330 euro in media. Alcuni Stati contribuiscono maggiormente e si tratta di Germania, Polonia, Regno Unito, Francia e Italia. La maggior parte delle sostenze inquinanti sono anidride carbonica, biossido di zolfo, ammoniaca, ossidi di azoto e particolato PM10.
La metà del costo totale dei danni ambientali è stato causato da soli 191 impianti. Questo quadro emerge da una ricerca condotta in tutta l'area europea che prende in considerazione i grandi impianti di produzione di energia e industriali, raffinerie, smaltimento di rifiuti, e alcune attività agricole. La maggior parte dei costi sostenuti per l'inquinamento proviene dalle centrali energetiche, seguite dalle industrie. Lo studio però esclude i trasporti, fonte di grandi emissioni.
Gli impianti del nostro Paese che contribuiscono maggiormente all'inquinamento secondo l'EEA sono, nell'ordine:
1.Centrale termoelettrica Federico II di Brindisi che si classifica al 18esimo posto;
2.ILVA Spa, stabilimento di Taranto al 52esimo posto;
3.Saras Raffinerie Sarde S.P.A. al 69esimo posto;
4.Centrali Termoelettriche Di Taranto all’80esimo posto;
5.Centrale Termoelettrica Di Fiume Santo all’87esimo posto;
6.Impianto Termoelettrico Di Fusina al 108esimo posto;
7.Vado Ligure al 118esimo posto;
8.Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela al 128esimo posto;
9.Esso italiana raffineria Augusta al 145esimo posto;
10.Raffineria di Sannazzaro De’ Burgondi al 148esimo posto;
11.Raffineria ISAB impianti Sud Priolo Gargallo al 174esimo posto;
12.Enel Produzione SpA – Centrale Sulcis (Grazia Deledda) al 186esimo posto;
13.Enel Produzione SpA - Centrale di Torrevaldaliga Nord al 187esimo posto;
14.Raffineria di Milazzo S.C.p.A. al 188esimo posto;
15.Enipower S.P.A. Stabilimento Di Ferrera Erbognone al 189esimo posto

Il rapporto si trova all'indirizzo:
http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/industrial-air-pollution-cost-europe

PS:  mentre sto per partire per Bari per il congresso di Legambiente apprendo con grande soddisfazione che l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna premia il circolo Setta Samoggia Reno con un "Attestato di merito" dell'Anno del Volontariato, con la seguente motivazione: "per l'insostituibile attività svolta al servizio della società regionale".  I riconoscimenti fanno piacere e rafforzano l'immancabile volontà:  dunque, un plauso a tutti i soci, e a Corticelli e a tutti i presidenti!!!

TAG:  INQUINAMENTO  ENERGIA  ECONOMIA  INDUSTRIA  CRISI ECONOMICA  ESTERNALITÀ  GREEN ECONOMY  ECONOMIA VERDE  COSTI ESTERNI 

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